Non lo vuole proprio nessuno. L’ultimo in ordine di tempo a pronunciarsi è Tabacci.
Il candidato premier per la Rosa Bianca, Bruno Tabacci, intervistato da Luca Giurato a “Unomattina”, dice no a Mastella perché “ha un problema con l’elettorato italiano, dal momento che non si vota solo a Ceppaloni“.
Ci stavo pensando giusto un po’ di giorni fa: quali sono stati gli avvenimenti da incorniciare di questa breve legislatura? Mi ricordavo di Elisabetta Gardini che impazzì nel vedere Luxuria nel bagno delle donne, ma per esempio avevo già rimosso (forse per patriottismo) Gustavo Selva che aggirò il traffico pesante per andare in tv facendosi portare da un’ambulanza.
Puntuale come al solito, il bravo Stella (coautore de La casta, il libro del 2007), ci ricorda un po’ di episodi. Son cose…
Non mi da poi un gran fastidio se un parlamentare va a mignotte e tira cocaina. Me ne da certo di più se ci va chi fa tante prediche sul valore della famiglia e contro la droga. Me ne da ancora di più se il parlamentare in questione s’è dimesso: ma dal partito, mica dal Parlamento! E lasciamo da parte i fatti di qualche anno fa, con in parlamentare in questione arrestato per concussione (il putt parlamentare deve avere anche passione per i casinò, se era in quel di Montecarlo che spendeva i soldi delle tangenti).
D’altra parte, è pure vero quello che dice Beppe Grillo, inutile negarlo. Il Parlamento italiano ha un elenco tale di indagati e condannati che non ha eguali.
Ma secondo me il problema più evidente dell’Italia non è il Parlamento. Certo, sono troppi, troppo indagati e troppo auto-eletti.
Secondo me, il problema sta in tutto quel potere di periferia che si fa i cazzi propri. Proprio come Sviluppo Italia.
Segnalo un articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera. L’argomento trattato? La posizione della Casa delle libertá (come diceva Corrado Guzzanti, “facciamo un po’ come cazzo ci pare… nella casa delle libertá!”) rispetto alla guerra. Ora infatti, con l’intervento dell’ONU in Libano che si sta concretizzando, l’Italia guidata dall’Unione manderá in quella zona calda (eufemismo) 3.000 soldati, insieme ad altri paesi europei (Francia e Spagna soprattutto). L’Unione pacifista, quella del no alla guerra in Iraq, quella delle bandiere della pace… Continue reading →
A poco più di mezz’ora dalla chiusura dei seggi (e di conseguenza, dai primi exit polls prima e dallo spoglio delle schede poi), faccio il mio pronostico su come finiranno queste elezioni politiche 2006.
Pronostico che vincerà il centrosinistra guidato da Romando Prodi con un vantaggio del 4%.
E a lato, pronostico anche un ottimo risultato per La rosa nel pugno.
Tra poco vedremo la differenza tra il mio pronostico e la realtà (e visto che mancano circa 40 minuti alla chiusura dei seggi, non si può certo dire che abbia influenzato, o peggio “gufato”, i risultati ).