September 26th, 2007 — SEO/SEM
L’ispirazione a questo post viene da un anonimo che ha raggiunto questo blog cercando proprio “quanto tempo impiega google per indicizzare una pagina”.
Scuserete l’arroganza del titolo (originariamente doveva essere proprio la query in questione), ma - contando anche sugli eventuali commenti - penso possa uscirne sinceramente un post definitivo.
Ultima cosa: questo post non è per esperti. Loro non hanno neanche bisogno di leggere oltre (bisogno no, magari voglia si).
Ok, dunque: quanto tempo impiega google per indicizzare una pagina? La risposta è semplice: dipende! In realtà, è la domanda che è incompleta. E allora, dato che nella mia insonnia notturna mi capita spesso di vedere (è questione di pochi fotogrammi, ma l’inconscio, si sa, fa brutti scherzi) il faccione di Marzullo, mi faccio le domande e mi do le risposte. Voi in caso aggiungetene altre, che i commenti sono aperti anche per questo.
Prima però va fatto notare che da qualche tempo Google è capace di indicizzare le pagine molto più velocemente di quanto facesse prima. Non è raro trovare pagine pubblicate ed indicizzate in meno di un’ora. Se volete approfondire un po’ l’argomento, c’è un post di Matt Cutts che spiega meglio questa novità.
Veniamo ora ad una serie di domande più generiche. A questa novità non farò ulteriore riferimento, anche se un hint lo trovate al punto 2.
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Ho un sito nuovo. Quanto tempo impiega Google per indicizzarlo?
Innanzitutto, bisogna tenere ben presente che Google (così come anche gli altri motori di ricerca più usati) usano i link per trovare nuove pagine e siti. Diciamola tutta: si aiutano (soprattutto Google) anche con altri mezzi. Ma fondamentalmente è grazie ai link che i motori di ricerca trovano nuove pagine da indicizzare.
Va da sé che il link verso la nuova pagina da indicizzare deve essere presente all’interno di una pagina già indicizzata dai motori. Questo perché una pagina indicizzata è una pagina conosciuta ai motori, che ciclicamente torneranno a visitarla per verificarne il contenuto (e quindi, anche i link).
Ci sarebbe (almeno?) una eccezione a questa regola: una pagina con il meta tag NOINDEX,FOLLOW, ma preferisco lasciar da parte le finezze, altrimenti non finiamo più 
Un ultima nota doverosa: mai mai mai mai mai usare l’addurl che qualche motore di ricerca ancora mantiene vivo (sospetto solo lato frontend, mentre nel backend c’è un bel buco nero). Se tutto va bene, infatti, segnalare un sito ad un motore di ricerca è inutile. In moltissimi sospettano sia addirittura dannoso…
Quindi, quanto tempo serve per indicizzare un nuovo sito? Dipende da quanto spesso lo spider passa per la pagina contenente il link verso il nuovo sito. Da quel momento, è generalmente necessario attendere qualche giorno (non esiste una regola precisa, può essere 1 giorno oppure 10 giorni). Aumentare il numero di link verso il sito tendenzialmente velocizza questo processo.
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Ho un sito già presente in Google. Ho creato una nuova pagina: in quanto tempo verrà indicizzata?
Vale la stessa regola esposta nella risposta precedente: il link permette agli spider di trovare nuove pagine.
C’è però una piccola differenza che ci può aiutare a prevedere più accuratamente quando la pagina verrà indicizzata: se il link è nel nostro sito, possiamo (dobbiamo poterlo fare!) verificare quando lo spider passa. Con questa informazione, già possiamo fare una stima. Ma se a questo aggiungiamo che possiamo anche fare proiezioni basate sulle pagine indicizzate in precedenza, possiamo arrivare ad una buona approssimazione. Io verifico che in siti “normali” il tempo che intercorre tra spiderizzazione ed indicizzazione è di uno o due giorni. Con i blog, può accadere anche molto più velocemente. Perché? Beh, banalmente, Google & co. leggono il nostro feed!
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Il mio sito è on line da parecchi mesi/anni, ma non è presente in Google. Cosa devo fare?
Se non è mai entrato nell’indice di Google, è probabile che non abbia mai ricevuto un link da pagine già note. Se siete sicuri che questo non è il vostro caso, però, c’è un problema. Probabilmente infatti il vostro sito risulta bannato. E son cazzi, come dicono i francesi.
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Ho creato una nuova pagina. Dopo due giorni era indicizzata su Google, ma ora, al terzo giorno, non la trovo più. Perché?
Perché non esiste un Google. Google ha moltissimi datacenter raggiungibili via Internet e raramente sono perfettamente sincronizzati tra di loro. Quando ti colleghi a Google ti colleghi ogni volta ad un diverso datacenter. Se quindi il tuo sito è presente in qualche datacenter e in qualcun’altro no, dovrai solo avere la pazienza di aspettare un po’. A sincronizzazione avvenuta, troverai la tua pagina indicizzata sempre e comunque.
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Quanto costa essere indicizzati nei motori di ricerca?
Nulla. O meglio, i motori di ricerca non chiedono soldi per indicizzare il tuo sito. Quello di cui hai bisogno per avere il tuo sito in un motore di ricerca è un link. Se poi sei costretto a pagare per avere quel link, è un altro discorso.
Come vedete ho cercato di non approfondire fino alla noia. D’altra parte, capitemi: se iniziavo a tirare in ballo robots.txt, meta tag, ban, redirect e chi più ne ha più ne metta, io non finivo più di scrivere. E voi di leggere.
p.s. in questi ultimi giorni ho una discreta propensione alla scrittura. Mi sembra quindi opportuno, dato che è in tema, segnalare anche la pagina dedicata all’indicizzazione che ho scritto pochi giorni fa su WebRising.
Tags: google, indicizzazione
September 19th, 2007 — Blogging
Dato che questo blog ha attirato parecchie attenzioni sull’argomento nofollow nei commenti, mi sembra doveroso segnalarvi che da questo momento ho cambiato il plugin per rimuovere l’attributo nofollow dai link di questo blog.
Ero già stato tentato di fare questo passaggio qualche tempo fa, allorché provai il Lucia’s Linky Love per qualche ora. Ma dopo quel test, tornai al fido (ancorché semplice) dofollow di sempre.
Ma ora ho cambiato definitivamente plugin, e non solo perché l’autore è un caro amico (al quale devo pure tanti favori, tra i quali spicca il recente upgrade del server su cui vive anche questo blog), ma anche, anzi soprattutto, perché è davvero il miglior plugin disponibile per rimuovere l’attributo nofollow dai link nei commenti sui blog che usano Wordpress, tra i tanti disponibili. Basta l’elenco delle feature per capire che non sto esagerando. Insomma, signore e signori, ecco a voi Nofollow Free, il mio nuovo plugin preferito per la rimozione del nofollow.
Dunque, consiglio a tutti quelli che a suo tempo decisero di rimuovere l’attributo dai link di passare a questo nuovo plugin. L’installazione e la configurazione sono, come al solito, iper facili ed iper veloci. Quindi, perché rimandare? Installa ora Nofollow Free!
Tags: blog, commenti, google, link, nofollow, pagerank, search engine optimization, spam
September 4th, 2007 — SEO/SEM
Voi continuate a chiedervi se sia meglio il trattino o l’underscore, continuate a lamentarvi di non essere dentro ODP, continuate a guardare cose inesistenti come la keyword density, continuate a riempire i vostri footer di merda, regalate qualsiasi cosa in cambio di un link, continuate pure a chiedervi perché Google è tanto cattivo e continuate a chiedervi se è meglio fare keyword stuffing nell’attributo title o nell’attributo alt. Continuate a piazzare i nofollow in modo da non disperdere il Pagerank, continuate a guardare cosa mettono i vostri concorrenti nel meta keywords, continuate a fare scambi link guardando il Pagerank, continuate a registrare domini pieni-di-keyword-utilissime.
Io continuo a migliorare il mio ranking.
p.s. mi piacerebbe avere un maggior numero di commenti al post Chi è secondo te il SEO?. Mi accontentate?
Tags: google, posizionamento, rant, search engine optimization
August 17th, 2007 — SEO/SEM
Dato che all’interno di una discussione sul forum GT è uscito l’argomento, ripropongo qui anche per i miei lettori quanto ho scritto, così come l’ho scritto (giusto qualche correzione stilistica), sull’argomento “raggruppamento delle pagine all’interno delle SERP“, che lo ricordo sta per Search Engine Result Page, ovvero la pagina dei risultati sul motore di ricerca.
Sappiamo tutti che un dominio può avere un massimo di due pagine per ricerca (finché si resta nelle ricerche normali, è ovvio che se cerchiamo rosse site:scarpe.com cambia). Con il termine dominio includo anche il sottodominio. Quindi, per esempio, ecco perché cercando su google la keyword ‘google’ abbiamo una sfilza di siti sotto google.com: www, maps, video, news, groups, bla, bla, bla. Sono sottodomini diversi, ed ognuno ha a disposizione due posizioni possibili (massime, teoriche).
Quando all’interno di una singola pagina di risultati un sito ha due pagine, queste vengono raggruppate. Se un sito ha per esempio due pagine che si posizionano per una determinata keyword al #2 e al #9 posto, Google visualizzerà le due pagine al #2 e al #3 posto.
Ecco spiegato perché quando la visualizzazione cambia, ed invece di 10 risultati ne visualizzi 100, i risultati sembrano cambiare. Semplicemente, vengono raggruppate le pagine di ogni sito che per quella keyword si posizionano nei primi 100 risultati. Se quindi avessimo un sito che per una keyword si posiziona al #2 e al #50 posto, visualizzando 100 risultati per pagina vedremo le due pagine al #2 e al #3 posto.
Sperando di essere stato chiaro, condivido al volo un ulteriore spunto di riflessione.
Ipotizziamo che un nostro competitor occupi il #2 ed il #3 risultato (perché raggruppati, appunto) per una keyword di nostro interesse. Sappiamo che la pagina al #2 posto sta occupando la sua reale posizione, ma sappiamo anche che quella al #3 posto in realtà è lì perché raggruppata, quando in realtà occupa una posizione che varia da #3 a #10 (dato che stiamo visualizzando 10 risultati alla volta. Si capisce poi da solo perché non ha senso fare questa operazione con più di 10 risultati).
Come facciamo a capire che posizione reale occupa? Semplice: aggiungiamo &num=9, &num=8, &num=7 e così via all’url della serp di google, finché il secondo risultato non sparisce. Quando sparisce, capiamo che posizione reale occupa quella seconda pagina che normalmente viene raggruppata.
A chi si chiede l’utilità di questa ’scoperta’, ecco la risposta. Un sito che occupa due posizioni di fila ed è sopra di noi (magari subito sopra il nostro sito) tenderà a toglierci parecchi possibili click. E se noi siamo #4 ma la pagina al #3 posto ci ruba traffico, quando abbiamo scoperto che la sua vera posizione è, ad esempio, #10? Beh, sappiamo che posizione deve raggiungere una nostra pagina per eliminare quel doppio risultato (il raggruppamento) dalla serp di Google. A volte è molto difficile anche arrivare #10, quindi non è detto che ne valga la pena, eh. Ma meglio saperle, le cose 
Tags: google, posizionamento, serp
July 14th, 2007 — Blogging, SEO/SEM, Internet
Oramai tutte (o quasi?) le piattaforme di blogging inseriscono di default l’attributo rel=”nofollow” ai link nei commenti. Questo attributo ha la funzione di comunicare ai motori di ricerca di non seguire il link e, dato che i link hanno un enorme peso nel ranking dei siti sui motori di ricerca, aveva lo scopo di ridurre lo spam sui blog, spam che aveva appunto l’obiettivo di migliorare il ranking dei siti linkati, sia nel nome del commentatore sia nel commento stesso.
Ma chiunque gestisca un blog sa bene che il nofollow non ha prodotto alcun risultato utile. Lo spam arriva comunque (e sempre più) ed i link legittimi non hanno valore. Un buco nell’acqua, insomma.
Dato e considerato che su questo blog c’è la moderazione nei commenti per chi commenta la prima volta, c’è un efficace sistema antispam e c’è il tenutario che legge tutti i commenti che arrivano, mi è sembrato sciocco mantenere il nofollow ai link di chi invece scriveva commenti reali.
Per questo, esattamente un anno fa, ho rimosso il nofollow dai commenti. Non solo non c’è nessun vantaggio nel tenere questo attributo, ma c’è vantaggio nel toglierlo. Inoltre, è un modo carino per ringraziare chi, con i propri commenti, aggiunge contenuto, opinioni, notizie e quant’altro.
Dopo un anno, posso trarre queste conclusioni:
- i commenti safe su questo blog sono aumentati (certo, ci sono state anche altre cause insieme a questa), con tutti i vantaggi che questo comporta;
- i commenti spam poi approvati sono rimasti gli stessi: zero;
- questo blog ha guadagnato ulteriore autorevolezza agli occhi dei motori di ricerca (certo, ci sono state anche altre cause insieme a questa) e forse - boh, ditemelo voi questo - agli occhi degli utenti;
Quindi, anche le piccole preoccupazioni iniziali che avevo sulle conseguenze della mia scelta si sono sciolte come neve al sole. Non a caso, in moltissimi mi hanno seguito ed hanno fatto lo stesso (avrei voluto, per festeggiare questo anniversario, linkare tutti coloro che hanno rimosso il nofollow dal loro blog, ma sono davvero tanti. Facciamo così, se ne avete voglia, scrivetelo qui nei commenti).
Ci possono essere altre preoccupazioni in chi decide di non togliere il nofollow. Ad esempio, c’è chi dice “eh, ma così non perdo Pagerank?”. Questa domanda oramai mi ha sfracellato i coglioni (scusate, lo so, sembrava un post tanto serio e ben impostato, che questa affermazione può sembrare fuori luogo, ma…). Non solo perché dimostra la poca conoscenza del Pagerank, ma anche perché dimostra la poca conoscenza di quale sia il reale impatto del Pagerank all’interno dell’algoritmo che determina il ranking di una pagina su Google. Dico solo che il sottoscritto ha ottimamente posizionato un sito in un settore difficile come il turismo con keyword piuttosto competitive puntando tutto sui link in uscita…
Di chi invece si preoccupa di avvantaggiare gli altri blog nelle varie classifiche neanche voglio occuparmi (per ovvi motivi di decenza).
Altre preoccupazioni? Scrivetemele nei commenti.
Voglio solo elencare alcuni buoni motivi (alcuni già citati in questo post) per rimuovere il nofollow dai link nei commenti:
- il web si basa sull’ipertesto, ovvero i link sono l’anima del web. Annullarne il valore è contro il principio su cui si fonda tutto il web!
- linkare risorse esterne degne di menzione è un vantaggio. Dato che raramente un commento degno proviene da un utente che linka un sito indegno (e comunque in questo caso si può intervenire manualmente per correggere il problema - io l’ho fatto in un paio di occasioni), raramente manca questo vantaggio.
- incentiva i commenti sul proprio blog. Dare in cambio un link vero può far decidere chi è in dubbio tra il commentare o meno un nostro post per la scelta più vantaggiosa… per entrambi;
- togliere il nofollow può essere d’esempio per altri. Ecco che, tornando ad un web libero dai nofollow, ogni nostro commento altrove può essere premiato con un link buono;
Mi sta soprattutto a cuore, però, il primo punto di questo tutt’altro che esaustivo elenco. Oggigiorno sembra che un link lo si possa dare solo in cambio di birre, cellulari e bamboline gonfiabili. Ma un web così non mi attira neanche un po’…
Per chiudere, DoFollow è il plugin per wordpress che io uso per togliere i nofollow dai commenti. Ma ce ne sono molti altri e non solo per wordpress, ovviamente.
Aggiornamento: come già segnalato in questo post, ho cambiato il plugin usato per rimuovere il nofollow: Nofollow Free
Salva il web, togli il nofollow!
Tags: blog, blogging, google, link, nofollow, pagerank, search engine optimization, seo, spam
June 14th, 2007 — Internet, Personale
Come ho scritto l’altro giorno, ho provato a cambiare la homepage del mio browser: non più iGoogle ma Ask.
Solo che in poco tempo Ask non è stato in grado di sedurmi, forse per la frustazione di vedere il mio scarso posizionamento su Ask (dovuto anche a bug del motore, per inciso: non mi vengano a raccontare che gestisce completamente e correttamente il redirect 301, ad esempio…).
Ho così deciso di usare tre homepage contemporaneamente (potere dei tab): a iGoogle e Ask ho aggiunto Yahoo.
Però in pochi minuti mi sono reso conto che iGoogle era il centro del mio mondo su Internet. AdWords, Analytics, AdSense, Google Reader, persino la todo list. Google è il centro della mia attività su Internet.
Intendiamoci, non sono poi così felice che sia così, dato che di fatto Google è un monopolista. Ma questa è la fotografia dell’importanza di Google per il sottoscritto. E non credo certo di essere l’unico.
Tags: adsense, adwords, ask, google, google analytics, google reader, internet, Personale, yahoo
April 17th, 2007 — Internet
Mentre impazza la discussione attorno allo spam report sui link pagati, puntuale arriva un post sul blog di Google Italia che ci ricorda che volendo si può anche dire a Google di non indicizzare le pagine del proprio sito.
Tags: google, internet
March 13th, 2007 — Linux, SEO/SEM
Ogni tanto leggo delle assurdità tipo “Windows è per chi lavora, Linux per chi deve giocare”.
Mi pare talmente ovvio che al limite possa essere vera l’affermazione contraria che non ho neanche voglia di spiegare perchè si tratta di un paradosso. Insomma, casomai “Linux è per chi lavora, Windows per chi deve giocare”.
Nel mio lavoro sento però la mancanza di un paio di applicazioni. Una in realtà ci sarebbe: Advanced Web Ranking è un software scritto in Java che permette di fare il check del ranking di un sito sui vari motori di ricerca per una serie di keyword. Funziona bene, supporta le API di Google e Yahoo! (anche se non ho capito se Google rilascia ancora quelle API), genera report in vari formati, etc. E non costa neanche troppo.
Essendo in Java, gira anche su Linux.
Ma essendo in Java, ha due problemi: 1) CPU e RAM non bastano mai; 2) integrazione nulla con il mio bel desktop.
L’altro software che mi manca (e questo manca proprio, temo) è un tool simile al Google AdWords Editor. Spero che Google voglia rilasciare presto una versione anche per Linux, oltre a quelle per Windows e Mac OS X. Anche se temo dovrò aspettare molto a lungo. A meno che non ci sia qualche programmatore volenteroso che legge questo blog che non vede l’ora di sporcarsi le mani con le Google Adwords API
Tags: adwords, google, Linux, ranking, search engine marketing, search engine optimization, sem, seo
November 18th, 2006 — Blogging, SEO/SEM, Internet
Se sei un SEO, se ti occupi di promozione online, di visibilità su Internet, di Search Engine Marketing (SEM), un professionista, e vuoi qualcosa di particolare, dove non imparare le solite nozioni base (quelle le conosci già), ma dove far fare un passo avanti alle tue competenze, c’è finalmente un’occasione imperdibile (anche se mi auguro sia ripetibile ;)).
Infatti, il 9 ed il 10 dicembre, a Firenze si svolgerà il tanto atteso Convegno GT 2006
Il Convegno Nazionale Forum GT non è un corso, ma è un momento di incontro tra i migliori professionisti italiani del settore SEO/SEM per confrontarsi e per approfondire e condividere tecniche e strategie.
E ci saranno veramente professionisti di altissimo livello. Il costo del Convegno GT è di €420,00 + iva 20%. Non venitemi a dire che è tanto per due semplicissime ragioni:
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il convegno GT è per professionisti del settore, che già ci lavorano, e quindi si suppone ci guadagnano;
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i temi, di assoluto interesse, saranno trattati da persone molto competenti, tutte persone che stimo personalmente (anche se non li conosco proprio tutti di persona, ancora)
Il programma del convegno GT prevede due giornate ricche di relazioni. Tra gli altri argomenti, verranno trattati anche:
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interazione dei navigatori coi motori di ricerca
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landing page
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blog aziendali
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web analytics
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posizionamento di un blog
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RSS
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Trustrank
La due giornate del convegno verrà conclusa da una sessione finale di domande e risposte globale (mi aspetto qualcosa di molto simile ad un barcamp, in realtá - ma un barcamp come quelli di una volta, eh).
Ad ogni modo, se vuoi partecipare anche tu, tutti i dettagli del primo convegno GT sono in questa pagina.
Non mancare!
Tags: convegno, google, gt, motori di ricerca, posizionamento, sem, seo, web marketing
November 14th, 2006 — Società, Notizie, Internet
Spesso ci lamentiamo, tra Internet addicted, dell’estrema imprecisione delle notizie ripotarte sui quotidiani nazionali quando si tratta di argomenti collegati al web. Meno male che ci sono persone competenti che hanno uno spazio di rilievo, però.
Prendiamo il caso del video su Google che ritraeva le violenze (vere o simulate non l’ho ben capito, ma non vedo la differenza) su un ragazzo down da parte dei suoi compagni (che hanno problemi ben più seri, evidentemente). Il caso del video è stato portato all’attenzione da Giornalettismo.
Infatti, la notizia dava il giusto spazio al racappricciante episodio. Ma dava spazio anche alle proteste di associazioni varie. Ma le proteste erano (anche) contro Google!!!
Si ok, noi mangiamo pane e Internet e ci rendiamo perfettamente conto della follia della cosa. Ma è ora che anche chi segue una dieta diversa prenda in considerazione il fatto che ci sono due possibilità: capire di cosa si parla o starsene zitti. Continue reading →
Tags: censura, down, google, video, zambardino
October 23rd, 2006 — Blogging, SEO/SEM, Internet
Rieccomi davanti al mio pc, dopo una settimana passata giù al nord. Prima il fantastico raduno GT (nel thread linkato ci sono parecchie foto dell’evento), poi altri giretti tra Veneto (peccato non essere dotato del dono dell’ubiquità, sarei andato volentieri all’Ombralonga) ed Emilia-Romagna. E ora, di nuovo qui, con un post polemico che avevo promesso a Tambu.
Nei giorni precedenti, infatti, si era sviluppata nella blogosfera italiana una discussione su blogroll e Pagerank, con considerazioni, tecniche ed etiche. Non ho ancora avuto il tempo di guardare il feed reader (o meglio, l’ho guardato, ho visto che avevo un arretrato di oltre 1000 post da smaltire, e m’è passata la fantasia), e quindi non so come è proseguita la discussione. Ma son proprio curioso di vedere se qualcuno ha nel frattempo colto il vero punto dolente della faccenda.
Perchè la discussione sul blogroll in una pagina interna dedicata è stata fatta più con l’istinto che con la razionalità. Ad esempio, che senso ha lamentarsi di ricevere un link da una pagina interna anzichè dalla homepage, se questo permette di ricevere un link più forte? Eppoi, avete pensato che, non solo proviene da una pagina a PR più alto, ma anche con meno link a spartirsi le fette di quella torta Pagerank?
Però, pure la considerazione iniziale non era impeccabile: insomma, è tutta da dimostrare l’equazione “tolgo il blogroll dalla homepage e aumenta il Pagerank”. Potrebbe anche essere, ma non scordiamoci mai che il Pagerank viene determinato in base ai link ricevuti, non a quelli dati.
In realtà, la vera faccenda, interessante fondamentalmente solo per coloro là fuori che amano tanto le classifiche, sta nel conteggio dei link che fa Technorati. Un blogroll in una pagina separata non viene visto da Technorati quando viene pubblicato un nuovo post. Intendiamoci bene, limite di Technorati, ma che si riflette sulle classifiche che su di esso si appoggiano.
P.s. scusate se non ho linkato tutti i post sull’argomento, magari riaggiorno il post più tardi, se trovo il tempo di cercarli
P.p.s. Proeta ho corretto il link, hai fatto bene a segnalarmelo. non che non lo sapevo, ma me n’ero proprio scordato 
P.p.p.s. Raramente ho scritto post più in fretta di questo. In caso di typo o altre correzioni da apportare, mi riservo di intervenire in un secondo momento
Tags: blog, blogroll, google, pagerank, technorati
August 23rd, 2006 — SEO/SEM
Sul forum GT, l’utente Hotshot si chiede: quali sono gli errori principali da evitare per i SEO alle prime armi? E ne suggerisce un paio (che condivido).
Poi arriva Stuart (l’autore di Google Rank, mica pizza e fichi…) e stila quella che diventa una perfetta TOP20 degli errori da evitare. La riproduco qui (inclusi i primi due punti di Hotshot, ovviamente) per comodità.
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Tags: google, posizionamento, search engine optimization, seo
August 16th, 2006 — Blogging, E-Commerce, SEO/SEM
Da oggi, Google Analytics è aperto a tutti, e non c’è più alcun bisogno del codice di invito.
Ma per chi ha un blog, meglio performancing metrics
Tags: analytics, blog, google, metrics, web
August 14th, 2006 — SEO/SEM, Internet
July 14th, 2006 — SEO/SEM
Una notizia che personalmente attendevo dal 22 maggio. Quel giorno, infatti, fu annunciata sul blog di MSN Search l’introduzione di una nuova opzione per le singole pagine, un meta tag per i robots, al fine di comunicare ai motori di ricerca di non utilizzare, come descrizione della pagina sulle SERP, la descrizione inserita su DMOZ, la più grande directory esistente, base anche per la directory di Google.
Questa feature fu richiesta perchè spesso la descrizione che accompagna un link ad un sito su DMOZ non è “il miglior messaggio pubblicitario” possibile. Se infatti il meta description non ha valore nella determinazione del ranking di una pagina, una descrizione più invitante può senza dubbio aumentare il CTR, e quindi le visite al nostro sito (e tralasciamo le ipotesi secondo le quali un miglior CTR è un fattore nella determinazione del ranking…).
E finalmente anche Google ha annunciato questa decisione!
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Tags: dmoz, google, msn, noodp, odp
May 23rd, 2006 — SEO/SEM
Troppo spesso leggo nei vari forum o blog questioni relative al comando link:, in particolar modo quando usato su Google.
Il comando link: restituisce, di norma, tutte le pagine che linkano una determinata pagina (non il dominio intero!). Ad esempio, il comando “link:www.stefanogorgoni.com/fattori-arcani/” restituisce l’elenco delle pagine che linkano la pagina www.stefanogorgoni.com/fattori-arcani/
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Tags: google, motori di ricerca
February 25th, 2006 — SEO/SEM
Mentre ero ricoverato in terapia intensiva, con un sondino nel naso per essere nutrito (SNG), un catetere venoso per iniettarmi i medicinali direttamente nelle vene centrali (CVC), e mentre respiravo (e soprattutto scatarravo…) attraverso la mia bella tracheostomia, quei mattacchioni del forum GT ne hanno combinata un’altra: una bella gara di posizionamento per le keyword “fattori arcani“. Continue reading →
Tags: fattori arcani, google, posizionamento, search engine optimization, seo