Quando scrivete un post, un articolo, un libro, fate attenzione ad ogni sfumatura, foss’anche una virgola, un congiuntivo, un plurale maiestatis.
Potreste perfino rischiare di litigare con la persona più importante della vostra vita.
Attenti allo stile linguistico
August 10th, 2007 — Personale
Un anno senza nofollow
July 14th, 2007 — Blogging, SEO/SEM, Internet
Oramai tutte (o quasi?) le piattaforme di blogging inseriscono di default l’attributo rel=”nofollow” ai link nei commenti. Questo attributo ha la funzione di comunicare ai motori di ricerca di non seguire il link e, dato che i link hanno un enorme peso nel ranking dei siti sui motori di ricerca, aveva lo scopo di ridurre lo spam sui blog, spam che aveva appunto l’obiettivo di migliorare il ranking dei siti linkati, sia nel nome del commentatore sia nel commento stesso.
Ma chiunque gestisca un blog sa bene che il nofollow non ha prodotto alcun risultato utile. Lo spam arriva comunque (e sempre più) ed i link legittimi non hanno valore. Un buco nell’acqua, insomma.
Dato e considerato che su questo blog c’è la moderazione nei commenti per chi commenta la prima volta, c’è un efficace sistema antispam e c’è il tenutario che legge tutti i commenti che arrivano, mi è sembrato sciocco mantenere il nofollow ai link di chi invece scriveva commenti reali.
Per questo, esattamente un anno fa, ho rimosso il nofollow dai commenti. Non solo non c’è nessun vantaggio nel tenere questo attributo, ma c’è vantaggio nel toglierlo. Inoltre, è un modo carino per ringraziare chi, con i propri commenti, aggiunge contenuto, opinioni, notizie e quant’altro.
Dopo un anno, posso trarre queste conclusioni:
- i commenti safe su questo blog sono aumentati (certo, ci sono state anche altre cause insieme a questa), con tutti i vantaggi che questo comporta;
- i commenti spam poi approvati sono rimasti gli stessi: zero;
- questo blog ha guadagnato ulteriore autorevolezza agli occhi dei motori di ricerca (certo, ci sono state anche altre cause insieme a questa) e forse - boh, ditemelo voi questo - agli occhi degli utenti;
Quindi, anche le piccole preoccupazioni iniziali che avevo sulle conseguenze della mia scelta si sono sciolte come neve al sole. Non a caso, in moltissimi mi hanno seguito ed hanno fatto lo stesso (avrei voluto, per festeggiare questo anniversario, linkare tutti coloro che hanno rimosso il nofollow dal loro blog, ma sono davvero tanti. Facciamo così, se ne avete voglia, scrivetelo qui nei commenti).
Ci possono essere altre preoccupazioni in chi decide di non togliere il nofollow. Ad esempio, c’è chi dice “eh, ma così non perdo Pagerank?”. Questa domanda oramai mi ha sfracellato i coglioni (scusate, lo so, sembrava un post tanto serio e ben impostato, che questa affermazione può sembrare fuori luogo, ma…). Non solo perché dimostra la poca conoscenza del Pagerank, ma anche perché dimostra la poca conoscenza di quale sia il reale impatto del Pagerank all’interno dell’algoritmo che determina il ranking di una pagina su Google. Dico solo che il sottoscritto ha ottimamente posizionato un sito in un settore difficile come il turismo con keyword piuttosto competitive puntando tutto sui link in uscita…
Di chi invece si preoccupa di avvantaggiare gli altri blog nelle varie classifiche neanche voglio occuparmi (per ovvi motivi di decenza).
Altre preoccupazioni? Scrivetemele nei commenti.
Voglio solo elencare alcuni buoni motivi (alcuni già citati in questo post) per rimuovere il nofollow dai link nei commenti:
- il web si basa sull’ipertesto, ovvero i link sono l’anima del web. Annullarne il valore è contro il principio su cui si fonda tutto il web!
- linkare risorse esterne degne di menzione è un vantaggio. Dato che raramente un commento degno proviene da un utente che linka un sito indegno (e comunque in questo caso si può intervenire manualmente per correggere il problema - io l’ho fatto in un paio di occasioni), raramente manca questo vantaggio.
- incentiva i commenti sul proprio blog. Dare in cambio un link vero può far decidere chi è in dubbio tra il commentare o meno un nostro post per la scelta più vantaggiosa… per entrambi;
- togliere il nofollow può essere d’esempio per altri. Ecco che, tornando ad un web libero dai nofollow, ogni nostro commento altrove può essere premiato con un link buono;
Mi sta soprattutto a cuore, però, il primo punto di questo tutt’altro che esaustivo elenco. Oggigiorno sembra che un link lo si possa dare solo in cambio di birre, cellulari e bamboline gonfiabili. Ma un web così non mi attira neanche un po’…
Per chiudere, DoFollow è il plugin per wordpress che io uso per togliere i nofollow dai commenti. Ma ce ne sono molti altri e non solo per wordpress, ovviamente.
Aggiornamento: come già segnalato in questo post, ho cambiato il plugin usato per rimuovere il nofollow: Nofollow Free
Salva il web, togli il nofollow!
Tags: blog, blogging, google, link, nofollow, pagerank, search engine optimization, seo, spamCome far funzionare il mod rewrite con Ultimate Tag Warrior
June 28th, 2007 — Open source, Blogging
Se usate Ultimate Tag Warrior per gestire i tag sul vostro blog Wordpress potreste incontrare problemi qualora abilitiate il mod rewrite per i tag (dal pannello di Wordpress, Options -> Tags).
Per motivi che non mi metto a spiegare perché non sono neanche sicuro di averli capiti appieno io, potreste ricevere un error 404 quando visitate la pagina di un tag in locale (ad esempio, www.vostroblog.com/tag/bug/).
All’inizio cercavo la soluzione all’interno del file .htaccess, ma in realtà mi sono accorto che è sufficiente ricostruire la struttura dei permalink (Options -> Permalinks) dopo aver abilitato il mod rewrite per i tag.
Qualora continuiate a ricevere error 404, provate, prima delle due modifiche via pannello di cui sopra, ad inserire nel file .htaccess queste due righe (subito dopo la riga “RewriteBase /”):
RewriteCond %{REQUEST_URI} ^(/tag)
RewriteRule ^tag/(.*)/$ /index.php?tag=$1 [L]
Ma nonostante questa sia una soluzione che ho trovato in giro per Internet, ho verificato (anche su questo stesso blog) che non è sempre un passaggio necessario.
Tags: blogging, bug, Open source, software, tag, wordpressPerdo i tag
June 27th, 2007 — Blogging
Piccola richiesta d’aiuto: su questo blog wordpress uso Ultimate Tag Warrior per gestire i tag. Solo che ultimamente mi sono accorto che si perde i tag e mantiene solo quelli delle categorie.
Idee o suggerimenti per capire che succede?
Googlebombing 2.0
June 26th, 2007 — Blogging, Internet
Una volta si faceva il googlebombing per trasmettere, attraverso Google, messaggi (penso al googlebombing “sociale” con cui si spinse il sito dell’Unicef per la parola chiave “regali”) e giudizi (penso all’ultimo famoso googlebombing in Italia, quello sul porcale Italia.it spinto per la parola chiave “merda”).
Ora invece il googlebombing si fa per partecipare all’estrazione di ricchi premi e cotillon.
Tags: blogging, googlebombing, internetSettimana sabbatica
May 27th, 2007 — Blogging, Personale
È quella, abbondante, che mi sono preso dai vari blog sparsi. Riprendo ora con una serie di note sparse (anche perché di fatto avrei voluto scrivere su svariati argomenti, durante questi giorni).
La settimana scorsa sono stato a Roma, dove, tra le altre cose, ho accompagnato Federico al corso “SEO Extreme” di Madri. Corso che non è neanche stato male, se non fosse che l’aggettivo “avanzato” era a mio avviso inappropriato. E Francesco lancia una interessante discussione sull’argomento (che mi trova pienamente d’accordo). Dico di più: tolta la distinzione tra corso base e corso avanzato, che non ha proprio senso, avrei gradito molto di più un corso strategico. Insomma, non posso negare che l’approccio mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Ad ogni modo, un utile riassunto per chi vive di SEO (anche se il senso dell’affermazione su OpenOffice che non va bene per generare i pdf proprio mi sfugge).
La cosa più importante che avevo da fare a Roma era una cena con Andrea ed Angelo. Finita l’ottima cena al Wine Time, ci hanno raggiunto altre persone che ho (ri)visto con piacere. Peccato che qualche pisano s’è ritirato come Cenerentola. Gli uomini veri, invece, hanno chiuso un po’ di locali.
Ringraziamento pubblico ad Andrea che mi ha sistemato in un bellissimo appartamento a Trastevere, in una via piena di vita. Per la cronaca, a 20 metri dall’appartamento c’è la pizzeria Nerone, la cui pizza principale, la Pizza Nerone appunto, è con la ‘nduja. Un (piccante) segno del destino?
Questa settimana, piena di lavoro (molto pay per click e molta web analytics, per la cronaca), s’è conclusa ieri (oggi giornata di assoluto riposo psicofisico, nonostante il forte richiamo di Cantine aperte) con il matrimonio di Nichi e Chiara, i 2/3 di Inari. Auguri agli sposi!
Scappo che c’è uno spaghetto alle cozze che mi attende al mare. Spero di trovare il tempo, la settimana prossima, di parlare di tutti gli altri argomenti che volevo affrontare (nonché approfondire questi, eventualmente).
Tags: blogging, PersonaleIl mio intervento al BarCampMatera: il PageDrunk
May 14th, 2007 — Blogging, SEO/SEM
Pietro ha pensato bene di filmare e mettere su Youtube quell’ubriacone che vaneggiava di Pagerank.
Non ha tutti i torti Francesco quando mi scrive “Però considerando che eri ubriaco, hai fatto un intervento lineare. Chissà come hai fatto…”. Ammesso e non concesso che sia stato un intervento lineare, s’intende.
In ogni caso, i video sono qui:
Tag: bloggingChe bel BarCamp(Matera)
May 13th, 2007 — Blogging, Internet
Quello di ieri sabato 12 maggio 2007 a Matera è stato il mio primo BarCamp. Non ho quindi alcun termine di paragone, ma la mia impressione è stata ottima. Senza dubbio. Grazie a Giovanni e a tutti gli altri organizzatori (ed anche agli sponsor, ovviamente).
In un bel postodalla splendida panoramica, con un sacco di persone simpatiche ed interessanti, sotto un sole cocente, ho cercato anche io di portare un piccolo contributo (powered by 8 bicchieri di aglianico gentilmente offerti da un altro sponsor della giornata, La compagnia del Cavatappi) parlando dell’export del Pagerank di Google e di come questo non abbia alcuna attinenza con le reali variazioni all’interno del motore di ricerca (ed anche di alcuni altri fenomeni che già avevo illustrato in un precedente post. Non avevo slide, né tracce da seguire nel mio breve intervento. Non ho quindi nulla da mettere online, ma scriverò appena possibile un post che riassuma (possibilmente con maggior lucidità) quanto ho esposto.
Ho avuto modo di conoscere molte persone che leggo (più o meno) abitualmente (via feed o via twitter). Come sempre in queste occasioni, finisce la giornata e rimane il rammarico di non essere riusciti a chiaccherare abbastanza con tutti. Ma penso si tratti di un problema di poco conto, in fondo. Ci si è potuti guardare in faccia, intanto. Le chiacchere possono essere fatte anche su TCP/IP…
Vorrei salutare tutti quelli che ho potuto conoscere, ma la lista è davvero lunga e finirei per fare torto a troppe persone. Se mi è permesso, però, una menzione speciale va ad Enrico, che è venuto a Matera da Torino, seppur ci fosse in contemporanea un altro BarCamp: a Torino!
Un grazie a tutti coloro che c’erano e che hanno contribuito a rendere quella di ieri una giornata speciale.
Tags: blogging, internetGreat success
May 13th, 2007 — Blogging, SEO/SEM, Notizie, Internet, Personale
Negli ultimi tre giorni ci sono stati due eventi importanti e ben riusciti.
Il primo era il Corso SEM e SEO a Lecce fatto da Yoyo formazione rotolante (e magari ne parleremo più approfonditamente in un post successivo, ok?) giovedi e venerdi scorso.
Il secondo era il BarcampMatera, che si è tenuto ieri. Ma anche il Barcamp merita uno spazio tutto suo, quindi ne parlerò nel prossimo post.
C’è comunque una cosa che accomuna i due eventi: l’ottima riuscita. Come direbbe Borat, “Great success!“.
A-Blogger
May 4th, 2007 — Blogging, SEO/SEM, Personale
Tutti sanno che qui, in Italia, per definire un blog famoso si usa una parola abbastanza bizzarra. “Blogstar”. Decisamente più originale il termine inglese che definisce un blog conosciuto e importante, i cosiddetti A-Blogger. Gli A-Blogger sono contrapposti agli Z-Blogger, ovvero blogger decisamente meno popolari.
Sw4n lancia il Z-Blog Awards. Bravo, bella idea.
Per quel che mi riguarda, credevo di essere un B-Blogger, o un C-Blogger. Ma forse mi sbaglio. Tipicamente, infatti, quando ci si riferisce a qualcuno, lo si linka. Se non succede, è perché si sta parlando di qualcuno talmente famoso che non ha senso farlo. Uscendo dalla sfera dei blogger, e parlando di gente davvero famosa, chi di voi ha mai linkato Google parlando di Page o Brin. O ha linkato Microsoft parlando di Bill Gates? Nessuno, credo. Non servirebbe mica.
Perché sto delirando sulla mia popolarità? Un po’ perché è venerdi sera e la stanchezza si fa sentire, un po’ perché Massimo Mantellini (un autentico A-Blogger, altro che storie), parlando del sito We Love Andrea Beggi (tributo ad un altro autentico A-Blogger), ha riportato uno dei tanti fact: il mio! E non ha dovuto linkare questo blog. L’autore del fact è più famoso di quel che pensa, forse
Io so che ci sono miei tanti “colleghi” che farebbero carte false per avere un link spontaneo dal manteblog. E potrebbero anche avere ragione, in effetti. Per un SEO, un link spontaneo da quel blog è priceless. Il mio ego invece è felice così, perché non serve un link che punti qui per spiegare chi cazzo è Stefano Gorgoni.
So anche che ci sono certi maligni che sostengono che il link non è stato messo per un altro motivo: “Mantellini non ha avuto alcun desiderio di dare un link ad uno che avrebbe trovato molto utile quel link”. Ma ai maligni rispondo: “anche fosse, chissenefrega. Il mio ego è felice così”.
Tags: blogging, PersonaleA volte ritornano
April 18th, 2007 — Gnam, Blogging, SEO/SEM, Internet, Personale
Ora che il dns si sta definitivamente sistemando, posso anche dire con piacere che due miei vecchi blog sono ripartiti. Per essere più precisi, sono i miei primi due blog.
Diarizing era in assoluto il mio blog personale, in lingua inglese, ma dopo un po’ mi stancai di scrivere in inglese (anche perché comunque un minimo di sforzo in più ce lo dovevo mettere), e questo divenne *il* mio blog. Ora ritorna, dopo un salutare rm -Rf, e sarà una via di mezzo tra il classico blog ed il tumblelog, che ora va tanto di moda. Che cosa vuol dire “una via di mezzo” in questo caso non lo so bene neanche io, ma almeno mi sento libero di scriverci post estremamente sintetici (con maggiori chance di riuscire a scriverci più spesso).
Con Ugo poco dopo nacque l’idea di aprire un blog che parlasse di vino e cibo (e anche altro, magari) senza particolari vincoli di sorta. Dopo mille fasi, Di vino & cibo (poteva chiamarsi altrimenti?) torna ad essere aggiornato grazie all’aiuto di un paio di amici che hanno chiesto un account per poterci scrivere.
Vendere link sul proprio blog wordpress in pochi semplici passi
April 7th, 2007 — Blogging
Parecchi blogger hanno l’ambizione di guadagnare qualche spicciolo dalla propria attività. E si spiega anche facilmente: in fondo, guadagnare facendo quel che più ci piace è il massimo.
Però molti blogger sanno benissimo che fare soldi con il proprio blog è difficile.
In tanti hanno provato ad esempio Google AdSense, il sistema di pubblicità contestuale più diffuso in assoluto. Ma quasi tutti si sono resi presto conto che guadagnare anche solamente 1 euro al giorno non è esattamente banale. E con 30 euro al mese, ci si fa poco.
Ci sono anche i sistemi di affiliazione come Tradedoubler e Zanox, che però, essendo sostanzialmente in modalità Pay per sale anzichè Pay per click come AdSense, richiedono un’ulteriore azione (tipicamente la registrazione o l’acquisto) da parte del visitatore. Questo comporta che statisticamente ci vogliono molti più click per riuscire a raggiungere l’obiettivo commissione, anche se poi questa è ovviamente più alta di quella ricavabile nel pay per click.
Senza stare a fare l’elenco di tutti i modi per guadagnare qualche spiccolo, che non finirei più, parlo di un altro modo di guadagnare, che poi è il vero argomento di questo post: la vendita di link.
(Quasi) ogni link ha valore, su Internet. E non solo per una mera questione di Pagerank, che tanto vale sempre meno. Ma anche (in teoria soprattutto) perché veicola traffico direttamente. E se un link ha valore, significa che può anche avere un prezzo. Ecco perché esiste un vero e proprio mercato di compravendita di link.
Ma come trovare acquirenti? Come stabilire il prezzo? Come gestire il tutto senza rischiare di rimetterci troppo tempo per il prezzo che riusciamo a farci pagare?
Affidandosi ad un circuito che si occupa proprio di far incontrare domanda e offerta. Il più famoso di tutti questi circuiti è senza dubbio Text Link Ads.
Come funziona? È semplicissimo: basta registrarsi, segnalare un (o più, perché no?) proprio sito, inserire il codice che viene dato all’interno della pagina sulla quale vogliamo vendere link, e attendere (un paio di giorni al massimo, di solito) che il proprio sito venga vagliato da Text Link Ads. A quel punto, il sito sarà nel marketplace, con le informazioni utili a possibili acquirenti per decidere se acquistare o meno il link. Quando un utente acquisterà un link sul vostro sito, verrà visualizzato automaticamente. E se usate Paypal, ogni primo del mese Text Link Ads vi versa il dovuto.
E veniamo a wordpress. Infatti, quando si segnala un sito, tra i vari codici possibili, c’è anche quello sotto forma di plugin per wordpress.
E se il vostro blog wordpress ha un tema che fa uso dei widgets, c’è un ottimo plugin apposito. Ovviamente va abilitato insieme a quello generato da Text Link Ads, non in alternativa.
Insomma, ci vuole più tempo a leggere questo post che a fare tutto il resto. Registrati su Text Link Ads ed inizia a vendere link.
Tag: bloggingCi avevi avvisato
April 5th, 2007 — Blogging, Internet
Non possiamo proprio dire che non ci avevi avvisato. Eppure, nonostante questo, abbiamo tutti buttato via un po’ di tempo su questo giochino.
E io ora vedo bolle ovunque.
Tags: blogging, flash, giochi, internetDeformazione professionale
April 2nd, 2007 — Blogging
Mi scuso qui con:
http://www.axellweb.com/
http://www.bloggers.it/progettomayhem/
http://www.ciccsoft.com/
http://www.estroversa.net/
http://www.fulvialeopardi.it/
http://www.giovy.it/
http://www.ilboss.net/blog/
http://www.jtheo.it/
http://www.macchianera.net/
http://www.pandemia.info/
http://www.pensierineccesso.it/
http://www.placidasignora.com/
http://www.rotaciz.com/
http://www.saitenereunsegreto.com/
http://www.samuelesilva.net/dblog/
http://www.suzukimaruti.it/
http://eiochemipensavo.diludovico.it/
http://farfintadiesseresani.blog-city.com/
http://fran.splinder.com/
http://gattostanco.diludovico.it/
http://giavasan.diludovico.it/
http://inkiostro.splinder.com/
http://kayblog.splinder.com/
http://mae.splinder.com/
http://magentaewoland.splinder.com/
http://maurobiani.splinder.com/
http://noantri.splinder.com/
http://personalitaconfusa.splinder.com/
http://proesie.diludovico.it/
http://sviluppina.co.uk/
http://trentamarlboro.splinder.com/
Mi scuso per quanto ho già scritto anche in commento ad un post sul blog di Massimo Mantellini.
Mi scuso, ma per chi come me il detect di un redirect javascript è pane quotidiano (letteralmente quotidiano), il pesce d’aprile è stato davvero di vita breve (una manciata di secondi: il tempo materiale per disabilitare javascript, ricaricare l’url - io ero su Pandemia, ma uno qualunque dei su citati andava bene - e visualizzare il sorgente html).
Tag: bloggingQuando l’incazzatura toglie lucidità
March 29th, 2007 — Blogging, SEO/SEM
C’è questo ennesimo sito cosiddetto duepuntozero (Tagged) che ha un meccanismo virale così forzato da essere spam. Il problema, però, è che lo fa in maniera subdola e senza neanche esporsi troppo.
E quindi capisco che chi ci è cascato sia incazzato.
Però, da qui a voler fare un googlebombing con il tag nofollow ce ne passa, eh.
Tag: bloggingPrivacy? Quale privacy?
February 15th, 2007 — Blogging, Internet
A causa di un copia e incolla neanche troppo attento, mi trovo chiamato in causa nel rispondere alla domanda: con tutti i servizi “web 2.0″ (mi viene l’orticaria, ogni volta che scrivo “2.0″…) che nascono e muoiono (che se una cosa nasce, prima o poi muore, non ci piove), che ne sarà di tutti i dati personali che abbiamo lasciato in giro?
La domanda ha un senso. Eppure io non ho una risposta (potevo scrivere che “la risposta è dentro di me, epperò è sbagliata”, lo so).
Intendiamoci, non è che non abbia una risposta valida. È solo che non è una risposta che si adatta perfettamente al cosidetto “web 2.0″ (e vai di orticaria). In fondo, il problema di tutela della privacy esiste da prima che a qualcuno venisse in mente di numerare le versioni di Internet. E personalmente, affronto il problema sempre seguendo la stessa logica.
In breve:
su Internet ci finisce solo quello che decido io (ok, c’è qualche mia foto messa a tradimento su Flickr, ma mi pare un dettaglio di poco conto). Non è poco: per dire, su Internet si trova facilmente anche il mio numero di cellulare (ma solo perchè mi sta bene così: niente suoneria, e santa autoricarica), il mio indirizzo di casa, etc.
E mi sta bene così, perchè preferisco dirle direttamente, le cose, anzichè darmi la falsa illusione di poter vivere Internet senza lasciare tracce.
Ma per tutti quei servizi potenzialmente inutili o inaffidabili (e questa è una regola che esiste da quando esiste il problema dello spam), io semplicemente uso un alias di posta che potrei distruggere in qualsiasi momento.
Questione chiusa.
Registrazione obbligatoria
February 8th, 2007 — Blogging, E-Commerce, Internet
Sul blog di Alessio si sta sviluppando una interessante discussione, in seguito ad un interessante post, sull’argomento “registrazione obbligatoria degli utenti in un e-commerce”.
Proprio in questi giorni sto testando qualche lieve modifica nella gestione del checkout su Inari, e quindi sono particolarmente interessato all’argomento. Ma penso possa interessare alcuni miei lettori, che magari non hanno ancora sottoscritto il feed del blog di Alessio e si stanno perdendo la discussione.
Bug su Wordpress 2.1
February 7th, 2007 — Open source, Blogging
Mi spiace dare una brutta notizia agli amanti di Wordpress che si sono affrettati ad aggiornare il loro blog alla versione 2.1, ma sicuramente c’è un bug, ancora da risolvere, che causa ogni tanto delle pagine bianche (in caso vi capiti qui, provate semplicemente un refresh e dovrebbe andare), ma soprattutto, anche se il problema è meno visibile, provoca ripetuti segmentation fault dei child di apache, e ogni tanto la cpu va al 100%.
Il problema lo riscontrano coloro che, come me, usano apache 2, php 4.3 e wordpress 2.1.
Sto seguendo l’evoluzione del problema qui.
Upgrade indolore
January 28th, 2007 — Open source, Blogging, Internet
Questa notte ho aggiornato il presente blog alla versione 2.1.
Per la prima volta ho eseguito l’upgrade eseguendo tutti i passi suggeriti (non solo il backup, quello lo faccio sempre; soprattutto, ho disattivato i plugin). Ma penso che non avrei avuto alcun problema ad aggiornare dalla versione 2.0.7 alla 2.1.0 con i soliti metodi.
In ogni caso, anche per togliere qualche curiosità, alcune informazioni utili: intanto, il tema che uso, Glued Ideas, è già pronto per wordpress 2.1. Se usate questo tema, quindi, non avrete alcun problema.
Poi i plugin: quelli che uso io funzionano tutti anche con WP 2.1. Ecco l’elenco:
- Akismet (è il più banale, dato che la nuova versione di Wordpress porta con sè l’aggiornamento di questo plugin)
- DoFollow elimina il rel=”nofollow” dai link nei commenti (a suo tempo spiegai il perchè)
- Scrobbler visualizza le proprie charts su Last.fm
- Share This (ultimo adottato, al posto di Sociable)
- Show coComments visualizza i miei commenti lasciati altrove
- Ultimate Tag Warrior per la gestione dei tag
Ora devo solo sistemare alcuni dettagli relativi al tema (come i sopra presenti elenchi puntati). Se avete un’idea di come sistemare soprattutto quelli relativi al blogroll, ve ne sarei grato.
Tags: blogging, internet, Open sourcePovero blogroll
January 23rd, 2007 — Blogging
Il blogroll è quell’elenco di blog che un blogger pubblica sul proprio sito per mostrare ai propri visitatori quali sono i blog che legge (quelli che legge di più, almeno, visto che, grazie all’uso dei feed reader, è possibile seguire senza grossi problemi ed in poco tempo anche duecento blog).
Il problema è che il blogroll non riceve molte attenzioni: che chi lo lascia invecchiare come si fa con un buon Barolo, chi lo abbandona come un cane in autostrada, chi lo elimina proprio per non doverci pensare più.
La crisi del blogroll, probabilmente, sta nel fatto che l’elenco di tutti i blog letti diventa, con il passare del tempo, un listone indigesto. Di conseguenza, si dovrebbe regolarmente aggiornarlo sia aggiungendo sia togliendo. Ma così facendo, rischierebbe di portare via troppo tempo.
Io non ho ancora deciso come regolarmi. Ma certo il problema me lo pongo, perchè il mio feed aggregator contiene parecchi blog che non sono nel mio blogroll. Si, l’ho aggiornato pochi minuti fa aggiungendo un po’ di blog (tranquilli, tutti abbastanza mainstream, non ci trovate certo nuove perle rare, tra le novità), ma resta il problema di come comunicare ai miei lettori quali blog leggo. Potrei fare un export dell’opml, ma non sarebbe certo di facile lettura. E non vedo perchè un lettore dovrebbe aggiungere al proprio feed reader duecento blog sulla fiducia…
Pensavo, quindi, di fare una pagina dove elenco tutti i blog che sono nel mio feed reader, e tenere nel blogroll in homepage solo pochi blog: quelli che leggo più spesso e/o volentieri in un dato momento. Riducendo la dimensione del blogroll, diventa più facile aggiornarlo (o almeno credo). Voi cosa mi suggerite di fare? Ai blogger che mi leggono chiedo: voi che soluzione avete adottato?
Tag: blogging