Entries from May 2007 ↓
May 31st, 2007 — SEO/SEM
Il 12 aprile scrivevo sul blog di Marco Fontebasso:
visto il costo non proprio alla portata di tutti, si dovrebbe decidere (e soprattutto rendere chiaro a chi si iscrive) se il SES sarà una manifestazione per potenziali (grossi) clienti che vogliono capire bene cosa e come fare per avere una seria visibilità online, e quindi capire anche come giudicare una sem agency invece di un’altra, poter insomma fare una scelta veramente consapevole; oppure se sarà per chi ci deve mettere le mani.
Perché in questo secondo caso, il livello tecnico del SES dovrà essere non elevato, ma elevatissimo.
Se si fanno spendere un sacco di soldi a volenterosi e bravi ragazzi che fanno SEO per poi raccontargli due nozioncine messe in croce, beh… meglio non farlo.
Chi è stato al SES appena concluso a Milano mi racconta com’è andata?
May 27th, 2007 — Blogging, Personale
È quella, abbondante, che mi sono preso dai vari blog sparsi. Riprendo ora con una serie di note sparse (anche perché di fatto avrei voluto scrivere su svariati argomenti, durante questi giorni).
La settimana scorsa sono stato a Roma, dove, tra le altre cose, ho accompagnato Federico al corso “SEO Extreme” di Madri. Corso che non è neanche stato male, se non fosse che l’aggettivo “avanzato” era a mio avviso inappropriato. E Francesco lancia una interessante discussione sull’argomento (che mi trova pienamente d’accordo). Dico di più: tolta la distinzione tra corso base e corso avanzato, che non ha proprio senso, avrei gradito molto di più un corso strategico. Insomma, non posso negare che l’approccio mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Ad ogni modo, un utile riassunto per chi vive di SEO (anche se il senso dell’affermazione su OpenOffice che non va bene per generare i pdf proprio mi sfugge).
La cosa più importante che avevo da fare a Roma era una cena con Andrea ed Angelo. Finita l’ottima cena al Wine Time, ci hanno raggiunto altre persone che ho (ri)visto con piacere. Peccato che qualche pisano s’è ritirato come Cenerentola. Gli uomini veri, invece, hanno chiuso un po’ di locali.
Ringraziamento pubblico ad Andrea che mi ha sistemato in un bellissimo appartamento a Trastevere, in una via piena di vita. Per la cronaca, a 20 metri dall’appartamento c’è la pizzeria Nerone, la cui pizza principale, la Pizza Nerone appunto, è con la ‘nduja. Un (piccante) segno del destino?
Questa settimana, piena di lavoro (molto pay per click e molta web analytics, per la cronaca), s’è conclusa ieri (oggi giornata di assoluto riposo psicofisico, nonostante il forte richiamo di Cantine aperte) con il matrimonio di Nichi e Chiara, i 2/3 di Inari. Auguri agli sposi!
Scappo che c’è uno spaghetto alle cozze che mi attende al mare. Spero di trovare il tempo, la settimana prossima, di parlare di tutti gli altri argomenti che volevo affrontare (nonché approfondire questi, eventualmente).
Tags: blogging, Personale
May 16th, 2007 — Open source, Linux, Internet
Stamattina mi sono svegliato e come molti altri ho ricevuto una bella ondata di email con virus il cui mittente risultava essere tale Prisco Mazzi, presunto capitano di polizia.
Ma ora ho appena ricevuto un’altra email con virus, questa volta il mittente risulta essere niente meno che l’Unicef.
Per ogni bambino
Salute, Scuola, Uguaglianza, Protezione
L’UNICEF è la principale organizzazione mondiale per la difesa dei diritti e delle condizioni di vita dell’infanzia e dell’adolescenza in tutto il mondo.
2000 Bambini hanno bisogno del vostro aiuto per aiutarli bisogna cliccare ACCETTO
Il vostro voto aiuta i 2000 bambini con delle medicine abbiamo bisogno del vostro voto
ACCETTO
Qualunque cosa tu scelga di fare, i bambini di tutto il mondo e l’UNICEF te ne saranno grati!
Grazie per aver aiutato questi bambini www.unicef.it
Comitato Italiano per l’UNICEF Onlus - Via Palestro, 68 - 00185 Roma - Numero Verde 800-745.111 - Codice Fiscale 015 619 205 86
I bambini vi regalano un disegno
Il messaggio sembra in tutto e per tutto sano, ma c’è un link (che ovviamente non riporto qui) che punta ad un eseguibile (a_friend.exe). Il file in realtà non è presente all’URL riportato nell’email (error 404 - si, ci clicco sui virus, io), ma comunque è un segno di come bisogna fare attenzione a qualsiasi email, anche quella apparentemente più innocente.
Se poi volete dormire sonni più tranquilli, usate un antivirus ed aggiornatelo quotidianamente. Se poi volete dormire sonni assolutamente tranquilli, usate Ubuntu.
Tags: internet, Linux, Open source, sicurezza informatica, spam, virus
May 16th, 2007 — SEO/SEM
Negli ultimi giorni sto usando Google Analytics più del solito (probabilmente anche a causa della nuova interfaccia grafica, che ancora non riesco ad usare come la precedente).
Nel preparare una piccola landing page mi sono trovato a dover affrontare un piccolo scoglio tecnico (non approfondisco anche per non annoiare i miei lettori).
Ho così avuto modo di scoprire un dettaglio, più grazie all’intuito che non alla documentazione ufficiale (sicuramente colpa mia che non so cercare, eh).
Ogni profilo ha a disposizione 4 obiettivi/goal/conversioni. Ogni account ha a disposizione 50 profili. Il che permette, di fatto, di avere 200 obiettivi per account. Ma non è questa la scoperta (anzi, questa informazione si trova abbastanza agevolmente nella documentazione).
Dato però che un obiettivo normalmente si misura con la visualizzazione di una pagina di destinazione (pensate ad una pagina di conferma di un ordine piuttosto che alla pagina di conferma di un form compilato), se dobbiamo monitorare un click che porta ad un sito esterno (o comunque, in un qualsiasi posto nel quale non possiamo inserire il solito codice javascript di Google Analytics), non possiamo usare il metodo standard. Dobbiamo, invece, monitorare i clic, inserendo un codice javascript come parametro del link html come, ad esempio, onClick=”javascript:urchinTracker(’/cliccato/destinazione’);”. Questo codice permette di contare i click e visualizzarli all’interno di Google Analytics con pagina di destinazione (virtuale!) /cliccato/destinazione. Ma non è neanche questa la prodigiosa scoperta che ho fatto. Cercando “monitorare clic” nella documentazione si trova infatti anche questa informazione.
L’informazione che non sono riuscito a trovare e che ho prima intuito e poi verificato è che possiamo definire come obiettivo l’url virtuale (nell’esempio di cui sopra, /cliccato/destinazione). In questo modo, abbiamo modo di visualizzare come obiettivo raggiunto, o conversione se preferite, il click verso il sito esterno.
Per completezza:
- il codice onClick non funziona solo su link html che puntano a pagine esterne, ma anche in form (nel <input type=”submit”/>, per intenderci);
- può essere necessario usare questo metodo anche se non si deve monitorare l’uscita dal proprio sito, ma in qualsiasi caso in cui non abbiamo alternative (e se vi interessa questa riga, è probabile che sappiate meglio di me di cosa sto parlando
).
Ovviamente, se la sconvolgente scoperta era nota a tutti tranne che al sottoscritto, ditemi pure con quale keyword avrei dovuta cercarla su Google.
May 15th, 2007 — Società, Notizie
Via Repubblica leggo di uno studio commissionato dalla Christian Aid, organizzazione cristiana di beneficenza del Regno Unito, consultando i più autorevoli esperti internazionali sulle conseguenze del riscaldamento globale.
Le conseguenze dell’effetto serra, secondo questo studio, saranno drammatiche. L’innalzamento della temperatura non significa che suderemo di più, ma che un miliardo di persone dovrà migrare per trovare acqua, cibo, lavoro. E questo succederà entro il 2050, non nel 3000.
Posto che non credo minimamente che i paesi ricchi faranno davvero qualcosa di serio per ridurre l’inquinamento (che affari e politica non hanno per definizione una visione a lungo termine), lo scenario che ci aspetta mi fa riflettere su quali soluzioni si possano adottare.
Ma il pessimismo che provo quando penso a quanto i paesi ricchi saranno in grado di fare (nonostante al testimone di Geova che mi ha suonato a casa stamattina e che voleva parlare di futuro abbia risposto “il futuro? sempre meglio! buona giornata”) sommato al disgusto per le soluzioni che sarebbero capaci di inventarsi (guerre, epidemie, etc.) non lascia spazio a possibili idee.
Certo che, però, non posso fare a meno di pensare alla proposta di Umberto Bossi nel 2003 per respingere i clandestini che sbarcavano sulle nostre coste.
Ma nel 2050 cosa facciamo?
Tags: Notizie, Società
May 14th, 2007 — Blogging, SEO/SEM
May 14th, 2007 — Società, Internet
Negli ultimi 12 anni, ho guardato davvero poca televisione. A parte le partite di calcio, che più o meno ho sempre guardato, pochi programmi mi hanno attratto. Per dire, ai tempi dell’università guardavo solo i Simpsons. In seguito, non guardavo proprio nulla. E qui a Lecce, dove vivo da cinque anni, ho una televisione solo da un anno. E la guardo raramente.
Attenzione, però: non preferisco Internet alla TV per snobismo o altro; sono due strumenti molto diversi, e tra i due preferisco quello che non mi lobotomizza (e sono convinto che una bella percentuale dei miei lettori abbia la stessa preferenza).
Però non si può certo negare che ogni tanto svaccarsi sul divano e guardare qualcosa in maniera passiva sia tanto liberatorio.
Io però ho un problema: ho solo l’antenna parabolica. Anche qui, non è per snobismo: la scelta dell’antenna parabolica è stata praticamente una scelta obbligata (diciamo che l’alternativa non era l’antenna tradizionale, ma nessuna antenna).
Sicuramente non sono l’unico sfigato che si ritrova in questa situazione. Sfigato perchè, pur pagando il canone e pur assorbendo passivamente la pubblicità che interrompe continuamente i programmi televisivi, non posso vederli tutti. Meglio, non posso vedere i programmi migliori. Film, partite e serial interessanti molto spesso (diciamo pure quasi sempre) vengono criptati.
Per inciso, credo che questo succeda per una questione di diritti televisivi, che RAI e Mediaset acquistano solo per il territorio italiano e che non possono quindi trasmettere all’estero. Siccome con la parabola non possono controllare la posizione geografica del ricevente e sapere quindi se hanno diritto o meno alla visione, nel dubbio criptano.
Perché invece non mi danno una smart card gratuita (si fa per dire, visto che pago il canone e vedo la pubblicità) che mi permetta di guardare il film o la partita?
Non per niente, eh. Ma quando leggo che la televisione perde spettatori penso inevitabilmente che se le cercano (e gli va di culo che non posso parlare della qualità del palinsesto).
E se davvero sono così avari (da non regalarmi una smart card) o poco lungimiranti (da capire che guarderò più programmi televisivi), perché non interviene il ministro competente a tutelare chi, come me, è privato del diritto di farsi lobotomizzare dalla televisione?
Tags: internet, Società
May 13th, 2007 — Blogging, Internet
Quello di ieri sabato 12 maggio 2007 a Matera è stato il mio primo BarCamp. Non ho quindi alcun termine di paragone, ma la mia impressione è stata ottima. Senza dubbio. Grazie a Giovanni e a tutti gli altri organizzatori (ed anche agli sponsor, ovviamente).
In un bel postodalla splendida panoramica, con un sacco di persone simpatiche ed interessanti, sotto un sole cocente, ho cercato anche io di portare un piccolo contributo (powered by 8 bicchieri di aglianico gentilmente offerti da un altro sponsor della giornata, La compagnia del Cavatappi) parlando dell’export del Pagerank di Google e di come questo non abbia alcuna attinenza con le reali variazioni all’interno del motore di ricerca (ed anche di alcuni altri fenomeni che già avevo illustrato in un precedente post. Non avevo slide, né tracce da seguire nel mio breve intervento. Non ho quindi nulla da mettere online, ma scriverò appena possibile un post che riassuma (possibilmente con maggior lucidità) quanto ho esposto.
Ho avuto modo di conoscere molte persone che leggo (più o meno) abitualmente (via feed o via twitter). Come sempre in queste occasioni, finisce la giornata e rimane il rammarico di non essere riusciti a chiaccherare abbastanza con tutti. Ma penso si tratti di un problema di poco conto, in fondo. Ci si è potuti guardare in faccia, intanto. Le chiacchere possono essere fatte anche su TCP/IP…
Vorrei salutare tutti quelli che ho potuto conoscere, ma la lista è davvero lunga e finirei per fare torto a troppe persone. Se mi è permesso, però, una menzione speciale va ad Enrico, che è venuto a Matera da Torino, seppur ci fosse in contemporanea un altro BarCamp: a Torino!
Un grazie a tutti coloro che c’erano e che hanno contribuito a rendere quella di ieri una giornata speciale.
Tags: blogging, internet
May 13th, 2007 — Blogging, SEO/SEM, Notizie, Internet, Personale
Negli ultimi tre giorni ci sono stati due eventi importanti e ben riusciti.
Il primo era il Corso SEM e SEO a Lecce fatto da Yoyo formazione rotolante (e magari ne parleremo più approfonditamente in un post successivo, ok?) giovedi e venerdi scorso.
Il secondo era il BarcampMatera, che si è tenuto ieri. Ma anche il Barcamp merita uno spazio tutto suo, quindi ne parlerò nel prossimo post.
C’è comunque una cosa che accomuna i due eventi: l’ottima riuscita. Come direbbe Borat, “Great success!“.
Tags: barcamp, barcampmatera, blogging, internet, Notizie, Personale, posizionamento, search engine marketing, search engine optimization
May 5th, 2007 — Internet
Sabato prossimo, 12 maggio, si svolge a Matera il BarCampMatera. Manca ancora il mio nome sul wiki, ma penso di riuscire a partecipare anche io. Entro un paio di giorni conto di saperne dire qualcosa in più.
Come recita la pagina apposita,
il filo conduttore dell’evento può essere: “Nuovi media e nuovi modelli di business come alternativa per lo sviluppo in zone disagiate”. Si tratta solo di un’idea non vincolante. L’evento, ovviamente, è aperto in pieno stile BarCamp.
Tag: internet
May 5th, 2007 — SEO/SEM, Internet, Personale
Attenzione, questa non è una recensione. Forse è solo uno sfogo…
Ho da più di un mese in mano il libro “Principi di Net Semiology” (sottotitolo: “Comunicare in modo efficace su Internet”). L’ho comprato perché sembra un argomento interessante. Me l’aspettavo un po’ “mattone”, ma comunque interessante. Ma il fatto che ce l’abbia in mano da più di un mese e sono ancora a pagina 109 (su 280 totali) qualcosa vorrà pur dire.
Passi per qualche errore ogni tanto, tipo la virgola a dividere soggetto e verbo (quando mi imbatto in una virgola fuori posto storco un po’ - tanto - il naso, ma riesco ad andare avanti).
Qui invece non si riesce ad andare avanti, e non solo per la terminologia molto specifica (che quindi ti impone di imparare a memoria il significato di tutta una serie di termini, a costo di non capire nulla di quel che leggi), perché il testo fa riferimento ad una determinata figura: peccato che le figure non siano numerate…
Ad esempio, a pagina 103 si legge: “In presenza di una schermata con AFI strutturata illustrata in Fig. 130 i quadrati sono distribuiti mediante una LGA”. Tra pagina 102 e pagina 103 ci sono tre figure, e nessuna delle tre è numerata. Come si fa a capire quale sia la fig. 130? Tanto più che il cervello è già impegnato a cercare di ricordare le definizioni di AFI ed LGA.
A pagina 109 (si, dove mi son fermato: per quanto sia una cosa che odio fare, temo che abbandonerò la lettura di questo libro qui) dice:
“Data una superficie AT, come quella illustrata nella Fig. 135 (nda: anche questa non è numerata, ma essendo l’unica ci sono meno dubbi…), la campitura comunicativa è ricavabile mediante la seguente formula:
dove:
CC rappresenta la campitura comunicativa
etc etc etc.”
E la formula? Qual è? Dov’è?
Sarò io facilmente irritabile, ma se i 19,90€ del costo del libro li avessi semplicemente persi non mi sarei sentito fottere allo stesso modo…
Tags: internet, Personale
May 4th, 2007 — Blogging, SEO/SEM, Personale
Tutti sanno che qui, in Italia, per definire un blog famoso si usa una parola abbastanza bizzarra. “Blogstar”. Decisamente più originale il termine inglese che definisce un blog conosciuto e importante, i cosiddetti A-Blogger. Gli A-Blogger sono contrapposti agli Z-Blogger, ovvero blogger decisamente meno popolari.
Sw4n lancia il Z-Blog Awards. Bravo, bella idea.
Per quel che mi riguarda, credevo di essere un B-Blogger, o un C-Blogger. Ma forse mi sbaglio. Tipicamente, infatti, quando ci si riferisce a qualcuno, lo si linka. Se non succede, è perché si sta parlando di qualcuno talmente famoso che non ha senso farlo. Uscendo dalla sfera dei blogger, e parlando di gente davvero famosa, chi di voi ha mai linkato Google parlando di Page o Brin. O ha linkato Microsoft parlando di Bill Gates? Nessuno, credo. Non servirebbe mica.
Perché sto delirando sulla mia popolarità? Un po’ perché è venerdi sera e la stanchezza si fa sentire, un po’ perché Massimo Mantellini (un autentico A-Blogger, altro che storie), parlando del sito We Love Andrea Beggi (tributo ad un altro autentico A-Blogger), ha riportato uno dei tanti fact: il mio! E non ha dovuto linkare questo blog. L’autore del fact è più famoso di quel che pensa, forse
Io so che ci sono miei tanti “colleghi” che farebbero carte false per avere un link spontaneo dal manteblog. E potrebbero anche avere ragione, in effetti. Per un SEO, un link spontaneo da quel blog è priceless. Il mio ego invece è felice così, perché non serve un link che punti qui per spiegare chi cazzo è Stefano Gorgoni.
So anche che ci sono certi maligni che sostengono che il link non è stato messo per un altro motivo: “Mantellini non ha avuto alcun desiderio di dare un link ad uno che avrebbe trovato molto utile quel link”. Ma ai maligni rispondo: “anche fosse, chissenefrega. Il mio ego è felice così”.
Tags: blogging, Personale