Entries from April 2007 ↓

Il Pagerank è sceso

Google sta esportando (o forse ha appena finito) l’aggiornato Pagerank sui vari datacenter. E già in molti si chiedono “ma come è possibile che sia sceso? Ho gli stessi link di prima!”.

Succede, in effetti. E spesso anche quando davvero il sito non ha perso neanche un link. E allora? Perché accade?
Ecco alcune possibili cause che mi vengono in mente su due piedi:

  1. Le pagine che linkano la nostra hanno a loro volta perso backlink e quindi trasmettono meno Pagerank.
  2. Le pagine che linkano la nostra hanno un maggior numero di link e quindi ogni link prende una parte di Pagerank più piccola (e questo vale anche in riferimento al linking interno).
  3. Il nostro Pagerank non è sceso, ma quello degli altri è salito.

Quest’ultimo punto merita un approfondimento. Infatti, il vero Pagerank non è su scala da 0 a 10, ma va da 0 a infinito. Viene poi riportato per comodità su scala 0-10.

Un piccolo esempio dovrebbe aiutarmi a spiegare meglio le conseguenze di questo meccanismo (uso numeri a caso - che tanto non fa differenza): poniamo di avere due siti, aaa.com e bbb.com. aaa.com ha un Pagerank reale di 200.000 e bbb.com ha un Pagerank reale di 1.000.000. Il Pagerank visibile è rispettivamente 5 e 10. In seguito, aaa.com arriva ad un Pagerank reale di 205.000, mentre bbb.com a 2.500.000.
Questo comporta che l’equivalente del PR10 visibile è un PR reale pari a 2.500.000. Riportando in scala tutti i Pagerank, aaa.com si ritrova con PR4. Eppure il suo Pagerank è aumentato…

Sono stato spiegato? (cit.)

Di che vino sei?

Elena chiama, Stefano risponde.

Secondo voi il vino è maschile o femminile?
Maschile, non c’è dubbio.

Sei più vino rosso, bianco o rosé?
Rosso.

La tua prima volta?
Piccino :)

Il tuo miglior ricordo “emotivo” di un vino?
Domanda troppo difficile. Passo.

La migliore associazione tra un vino e una portata?
Agnolotti ripieni di brasato di manzo e spinaci (fatti a mano) con un bel Barolo invecchiato (invecchiato quasi troppo).

La tua migliore degustazione (prevista o fantasticata)?
Una volta a Roma, a Palazzo Colonna, c’era una degustazione con 5 vini all’interno di una mostra di vini di tutta Italia, dove si assaggiavano tutti i vini. Quindi iniziata come degustazione, ma… :)

Chi sceglie il vino in casa tua e chi amministra la cantina?
Io e io. Anche, ma non solo, per mancanza di alternative.

Quanti vini hai in cantina?
Pochi, in realtà. Qualche rosso invecchiato ed impolverato e basta.

Come inizieresti un giovane al vino?
Facendogli scoprire il lavoro, la tradizione, la magia che c’è dietro.

E ora, forziamo la mano e facciamo girare questo meme. Stesse domande per:
uno dei coautori di Di vino & cibo
Antonio
Luca
Filippo
Angelo (che così è costretto a resuscitare il suo blog :P )

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48.290 indirizzi email

Ho da poco ricevuto una email da parte del Servizio Clienti Wind Infostrada Libero. Sapete cosa contiene? Nulla. È vuota. O meglio, è una email priva di testo. Eppure pesa 1,1MB. E no, non ci sono allegati. Dunque?

Dunque, è stata commessa una piccola svista. Ed ora io mi ritrovo una email contenente 48.290 indirizzi email di (presumo io) clienti Wind Infostrada Libero, i quali a loro volta avranno ricevuto altrettanto, suppongo.

Non è l’ora giusta (2:40 am) e neanche il giorno giusto (Festa della Liberazione) per pensarci su, ma penso che questa svista possa provocare grossi problemi a Wind Infostrada Libero, almeno pari ai problemi che ora hanno i 48.290 possessori degli indirizzi email in questione…

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E si rosica!

Quando frequentavo it.sport.calcio.inter c’è stato, per un periodo, un vero e proprio tormentone: “e si rosica!”.

Non frequento più quel posto da tempo (però da questo blog voglio salutarli tutti, che anche loro sono campioni d’Italia), ma penso che il tormentone possa ripartire alla grande.

Il primo a rosicare è nientemeno che Beppe Grillo.

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Re: Quanto è cambiato il posizionamento dal 2003 ad oggi?

Francesco chiede quanto è cambiato il posizionamento dal 2003 ad oggi, su , il blog di HTML.it e la mia risposta era così lunga che preferisco farne direttamente un post qui (perché non abilitano il trackback?).

La domanda mi piace, perché con Francesco condivido l’approccio più umanistico che tecnico al SEO. Un po’ di anni fa era sufficiente che il posizionatore inserisse i meta tag giusti, nascondesse il testo magico, facesse quella diavoleria chiamata doorpage, e ci si trovava il sito nelle prime posizioni. L’evoluzione da parte dei motori di ricerca (Google in primis) ha imposto un’evoluzione anche dei SEO.

E così oggi un SEO non deve tanto sapere se è meglio usare “-” o “_” per separare le parole negli URL, o se i motori danno maggior rilevanza ai tag o . Il SEO oggi deve avere una visione d’insieme, che va dalla progettazione dell’architettura dell’informazione all’usabilità, dalla popolarità (non solo tramite link, ed anche se parliamo di link popularity non solo tramite scambio/acquisto link) alla capacità del sito di convertire i visitatori in qualcosa di valore (qualsiasi sia il valore in questione).

Ecco perché oggi che mi trovo all’inizio di una nuova avventura, centrata sul search marketing, una delle mie preoccupazioni era, è e sarà fare in modo che tutte le persone che lavorano su un sito abbiano le nozioni fondamentali del SEO. Anche se si occupano di programmazione, grafica o altro. Come SEO sono troppo impegnato a studiare e guidare la strategia per disquisire su trattini, underscore, tag e quant’altro.

Probabilmente mi aiuta in questa evoluzione la mia formazione che se mi permettete definisco “eclettica”. Da studi classici (mal digeriti, ma pur sempre fatti) a studi giuridici (mai completati, anche se piaciuti) mi sono “ritrovato” a fare l’amministratore di sistemi (Linux, che non era neanche facile e diffuso come oggi). E poi, via via salendo di layer lungo il modello ISO/OSI, ora mi ritrovo appunto a studiare e migliorare l’interazione e la user experience, e non solo finché si resta sull’http, ma anche in quella che è la progettazione del back end nel mondo reale.

Lasciamo perdere che facendo queste cose ho molto più che un buon posizionamento sui motori di ricerca. Perché anche se l’obiettivo resta fondamentalmente quello, il SEO deve evolversi. Molto. E quando l’avrà fatto, il nome “SEO” sarà troppo limitativo perché vada ancora bene.

P.s. per la cronaca, “-” separa e “_” unisce.

È fatta

L’Inter è campione d’Italia 2006/2007.

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Il punto della questione

Il punto della questione sui link a pagamento è che Google già oggi è in grado di capire quali lo siano e quali no. E già oggi li svaluta. Se gli ingegneri di Google hanno bisogno di più dati per testare alcune idee per migliorare i loro filtri, va bene, possono anche invitare alla delazione gli utenti. I quali però per essere sicuri delle loro affermazioni devono avere prove certe, il che si traduce necessariamente in complicità. Ma tutto questo resterebbe ancora inutile perché Google non potrà mai essere sicuro al 100% che un sacco di link siano davvero comprati. A meno che non li paghiamo con Google Checkout o portiamo avanti le trattative con un account Gmail.

Desideri tecnologici

Per quanto viva di a da in con su per tra fra Internet, ammetto di non essere mai stato un particolare appassionato di tecnologia.

Ad esempio, non ho mai desiderato alcun telefono cellulare in particolare.

Forse è per questo che alla presentazione dell’Iphone non ho avuto il benché minimo sussulto. O perché non mi fanno fremere i rumors sul Ghone, il cellulare di Google.

Resta il fatto che se esiste un prodotto tecnologico che mi fa tendenzialmente sbavare, questo è l’Iliad (Antonio, chi è l’intervistatrice? :) ).

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A volte ritornano

Ora che il dns si sta definitivamente sistemando, posso anche dire con piacere che due miei vecchi blog sono ripartiti. Per essere più precisi, sono i miei primi due blog.
Diarizing era in assoluto il mio blog personale, in lingua inglese, ma dopo un po’ mi stancai di scrivere in inglese (anche perché comunque un minimo di sforzo in più ce lo dovevo mettere), e questo divenne *il* mio blog. Ora ritorna, dopo un salutare rm -Rf, e sarà una via di mezzo tra il classico blog ed il tumblelog, che ora va tanto di moda. Che cosa vuol dire “una via di mezzo” in questo caso non lo so bene neanche io, ma almeno mi sento libero di scriverci post estremamente sintetici (con maggiori chance di riuscire a scriverci più spesso).
Con Ugo poco dopo nacque l’idea di aprire un blog che parlasse di vino e cibo (e anche altro, magari) senza particolari vincoli di sorta. Dopo mille fasi, Di vino & cibo (poteva chiamarsi altrimenti?) torna ad essere aggiornato grazie all’aiuto di un paio di amici che hanno chiesto un account per poterci scrivere.

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Sublim(inal)e

Mentre impazza la discussione attorno allo spam report sui link pagati, puntuale arriva un post sul blog di Google Italia che ci ricorda che volendo si può anche dire a Google di non indicizzare le pagine del proprio sito.

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Dico una cosa

Anzi no. Mi rifiuto. Ma in compenso ne linko due.

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Prossimi spostamenti

E sai mai che a qualcuno interessi :)

Il 18 maggio sarò a Roma per il Corso SEO Extreme di Madri. Vado ad imparare qualcosa di nuovo? In tutta franchezza, ne dubito. Ma ci vado lo stesso, perché almeno avrò l’occasione di incontrare un po’ di amici senza dover fare 1000 e passa km (che tutte le cose le organizzate lì giù al nord…).

Il 12 giugno, invece, sarò a Milano per la presentazione dei risultati della Ricerca sulla interazione tra i navigatori e i siti enogastronomici di commercio elettronico. E qui, poco importa se devo farmi più di 1000km d’andata e altrettanti di ritorno: dato che Inari è sponsor, non posso proprio mancare.

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La correttezza dell’informazione

In (quasi) ogni articolo relativo a notizie nel settore “informatica” che leggiamo su qualche quotidiano, dove siamo più preparati (almeno più dei giornalisti stessi), troviamo imprecisioni, errori o addirittura vere e proprie cazzate.

Mi chiedo se sia così anche per tutti gli altri settori dove non siamo esperti e dove di conseguenza non abbiamo conoscenze a sufficienza per stabilire se un articolo di giornale che leggiamo dica la verità o meno.

Perché in questo caso potremmo essere infarciti di cazzate senza alcuna consapevolezza. Con tutte le conseguenze del caso…

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Vendere link sul proprio blog wordpress in pochi semplici passi

Parecchi blogger hanno l’ambizione di guadagnare qualche spicciolo dalla propria attività. E si spiega anche facilmente: in fondo, guadagnare facendo quel che più ci piace è il massimo.

Però molti blogger sanno benissimo che fare soldi con il proprio blog è difficile.
In tanti hanno provato ad esempio Google AdSense, il sistema di pubblicità contestuale più diffuso in assoluto. Ma quasi tutti si sono resi presto conto che guadagnare anche solamente 1 euro al giorno non è esattamente banale. E con 30 euro al mese, ci si fa poco.
Ci sono anche i sistemi di affiliazione come Tradedoubler e Zanox, che però, essendo sostanzialmente in modalità Pay per sale anzichè Pay per click come AdSense, richiedono un’ulteriore azione (tipicamente la registrazione o l’acquisto) da parte del visitatore. Questo comporta che statisticamente ci vogliono molti più click per riuscire a raggiungere l’obiettivo commissione, anche se poi questa è ovviamente più alta di quella ricavabile nel pay per click.

Senza stare a fare l’elenco di tutti i modi per guadagnare qualche spiccolo, che non finirei più, parlo di un altro modo di guadagnare, che poi è il vero argomento di questo post: la vendita di link.

(Quasi) ogni link ha valore, su Internet. E non solo per una mera questione di Pagerank, che tanto vale sempre meno. Ma anche (in teoria soprattutto) perché veicola traffico direttamente. E se un link ha valore, significa che può anche avere un prezzo. Ecco perché esiste un vero e proprio mercato di compravendita di link.

Ma come trovare acquirenti? Come stabilire il prezzo? Come gestire il tutto senza rischiare di rimetterci troppo tempo per il prezzo che riusciamo a farci pagare?

Affidandosi ad un circuito che si occupa proprio di far incontrare domanda e offerta. Il più famoso di tutti questi circuiti è senza dubbio Text Link Ads.

Come funziona? È semplicissimo: basta registrarsi, segnalare un (o più, perché no?) proprio sito, inserire il codice che viene dato all’interno della pagina sulla quale vogliamo vendere link, e attendere (un paio di giorni al massimo, di solito) che il proprio sito venga vagliato da Text Link Ads. A quel punto, il sito sarà nel marketplace, con le informazioni utili a possibili acquirenti per decidere se acquistare o meno il link. Quando un utente acquisterà un link sul vostro sito, verrà visualizzato automaticamente. E se usate Paypal, ogni primo del mese Text Link Ads vi versa il dovuto.

E veniamo a wordpress. Infatti, quando si segnala un sito, tra i vari codici possibili, c’è anche quello sotto forma di plugin per wordpress.

E se il vostro blog wordpress ha un tema che fa uso dei widgets, c’è un ottimo plugin apposito. Ovviamente va abilitato insieme a quello generato da Text Link Ads, non in alternativa.

Insomma, ci vuole più tempo a leggere questo post che a fare tutto il resto. Registrati su Text Link Ads ed inizia a vendere link.

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Ci avevi avvisato

Non possiamo proprio dire che non ci avevi avvisato. Eppure, nonostante questo, abbiamo tutti buttato via un po’ di tempo su questo giochino.

E io ora vedo bolle ovunque.

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Deformazione professionale

Mi scuso qui con:
http://www.axellweb.com/
http://www.bloggers.it/progettomayhem/
http://www.ciccsoft.com/
http://www.estroversa.net/
http://www.fulvialeopardi.it/
http://www.giovy.it/
http://www.ilboss.net/blog/
http://www.jtheo.it/
http://www.macchianera.net/
http://www.pandemia.info/
http://www.pensierineccesso.it/
http://www.placidasignora.com/
http://www.rotaciz.com/
http://www.saitenereunsegreto.com/
http://www.samuelesilva.net/dblog/
http://www.suzukimaruti.it/
http://eiochemipensavo.diludovico.it/
http://farfintadiesseresani.blog-city.com/
http://fran.splinder.com/
http://gattostanco.diludovico.it/
http://giavasan.diludovico.it/
http://inkiostro.splinder.com/
http://kayblog.splinder.com/
http://mae.splinder.com/
http://magentaewoland.splinder.com/
http://maurobiani.splinder.com/
http://noantri.splinder.com/
http://personalitaconfusa.splinder.com/
http://proesie.diludovico.it/
http://sviluppina.co.uk/
http://trentamarlboro.splinder.com/

Mi scuso per quanto ho già scritto anche in commento ad un post sul blog di Massimo Mantellini.

Mi scuso, ma per chi come me il detect di un redirect javascript è pane quotidiano (letteralmente quotidiano), il pesce d’aprile è stato davvero di vita breve (una manciata di secondi: il tempo materiale per disabilitare javascript, ricaricare l’url - io ero su Pandemia, ma uno qualunque dei su citati andava bene - e visualizzare il sorgente html).

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