Magari non ne avete voglia o magari non vi interessa un granchè, ma ugualmente date una letta a questa pagina.
Quando avete finito, tornate qui e ditemi nei commenti cosa usano per tradurre, in Microsoft.
Tags: internet, LinuxA drink needs me
January 29th, 2007 — Linux, Internet
Magari non ne avete voglia o magari non vi interessa un granchè, ma ugualmente date una letta a questa pagina.
Quando avete finito, tornate qui e ditemi nei commenti cosa usano per tradurre, in Microsoft.
Tags: internet, LinuxJanuary 28th, 2007 — Open source, Blogging, Internet
Questa notte ho aggiornato il presente blog alla versione 2.1.
Per la prima volta ho eseguito l’upgrade eseguendo tutti i passi suggeriti (non solo il backup, quello lo faccio sempre; soprattutto, ho disattivato i plugin). Ma penso che non avrei avuto alcun problema ad aggiornare dalla versione 2.0.7 alla 2.1.0 con i soliti metodi.
In ogni caso, anche per togliere qualche curiosità, alcune informazioni utili: intanto, il tema che uso, Glued Ideas, è già pronto per wordpress 2.1. Se usate questo tema, quindi, non avrete alcun problema.
Poi i plugin: quelli che uso io funzionano tutti anche con WP 2.1. Ecco l’elenco:
Ora devo solo sistemare alcuni dettagli relativi al tema (come i sopra presenti elenchi puntati). Se avete un’idea di come sistemare soprattutto quelli relativi al blogroll, ve ne sarei grato.
Tags: blogging, internet, Open sourceJanuary 26th, 2007 — Società, Notizie
Si suppone che una parte politica che si è data il nome di Casa delle libertà e che si professa liberale e liberista sia una parte politica a favore delle liberalizzazioni.
Mi spiegate, allora, perchè non solo non hanno fatto liberalizzazioni nei cinque anni in cui hanno governato, ma addirittura attacca le liberalizzazioni che l’Unione sta portando avanti?
Tags: Notizie, SocietàJanuary 24th, 2007 — Linux, SEO/SEM, Internet
Questo doveva essere, in principio, un commento su un altro blog. Ma l’antispam dei commenti mi ha impedito di commentare (anche se sono tuttora sicuro che 5+8=13). Avrei voluto mandare una email all’autore, ma nelle pagine “contattami/contact me” (il blog è multilingua) c’è scritto di usare un form che io non visualizzo. E allora rispondo da qui, che avere un blog permette anche questo.
In realtà, questa è solo una scusa. Di DNS ne volevo parlare da un po’, e già un’altra occasione, oggi ieri, mi aveva spinto a fare un post sull’argomento.
Più precisamente, volevo fare un post sull’importanza per chi lavora su Internet (il mio pensiero era rivolto in particolar modo ai SEO, ma in realtà vale per molte più categorie) di conoscere il funzionamento della rete in maniera più allargata rispetto alle specializzazioni che il lavoro ci chiede. Fondamentalmente, ritengo che sia molto utile conoscere il meglio possibile i maggiori protocolli usati su Internet. A tutti i livelli del TCP/IP. ARP, ping, DNS, mail, http, https, etc: sono tutti importanti. Poi, e solo poi, potrete davvero dominare il lavoro che fate a livello di applicativi. Già che ci sono, metto pure il ricarico: usate un sistema operativo che vi dia la possibilità di capire ed imparare.
Però sono stanco e pigro, e non farò qui ora un elenco di situazioni tipiche nelle quali conoscenze di questi protocolli agevolerebbero (eufemismo) di molto il lavoro. Anche perchè l’elenco sarebbe pressochè sterminato.
E allora torno alla scusa che mi ha fatto scrivere questo post. Il mio commento doveva essere a questo post.
Leggete il post (e se non ce l’avete già, mettete pure l’rss nel vostro feed aggregator, già che ci siete).
Questo che segue, invece, è il mio commento:
Tags: internet, Linuxdipende tutto dal TTL del DNS. prima di una migrazione da un server ad un altro sarebbe buona norma (anche se non sempre è possibile, per diversi motivi) accorciare il TTL a 24 ore (o anche meno). se prima il TTL è di una settimana, ad esempio, va portato a 24 ore e poi si può procedere alla migrazione dall’ottavo giorno. in questo modo, tutti i server del mondo vedranno il nuovo record nel giro di 24 ore dal cambio. ovviamente, dopo si può rialzare il TTL.
January 23rd, 2007 — Blogging
Il blogroll è quell’elenco di blog che un blogger pubblica sul proprio sito per mostrare ai propri visitatori quali sono i blog che legge (quelli che legge di più, almeno, visto che, grazie all’uso dei feed reader, è possibile seguire senza grossi problemi ed in poco tempo anche duecento blog).
Il problema è che il blogroll non riceve molte attenzioni: che chi lo lascia invecchiare come si fa con un buon Barolo, chi lo abbandona come un cane in autostrada, chi lo elimina proprio per non doverci pensare più.
La crisi del blogroll, probabilmente, sta nel fatto che l’elenco di tutti i blog letti diventa, con il passare del tempo, un listone indigesto. Di conseguenza, si dovrebbe regolarmente aggiornarlo sia aggiungendo sia togliendo. Ma così facendo, rischierebbe di portare via troppo tempo.
Io non ho ancora deciso come regolarmi. Ma certo il problema me lo pongo, perchè il mio feed aggregator contiene parecchi blog che non sono nel mio blogroll. Si, l’ho aggiornato pochi minuti fa aggiungendo un po’ di blog (tranquilli, tutti abbastanza mainstream, non ci trovate certo nuove perle rare, tra le novità), ma resta il problema di come comunicare ai miei lettori quali blog leggo. Potrei fare un export dell’opml, ma non sarebbe certo di facile lettura. E non vedo perchè un lettore dovrebbe aggiungere al proprio feed reader duecento blog sulla fiducia…
Pensavo, quindi, di fare una pagina dove elenco tutti i blog che sono nel mio feed reader, e tenere nel blogroll in homepage solo pochi blog: quelli che leggo più spesso e/o volentieri in un dato momento. Riducendo la dimensione del blogroll, diventa più facile aggiornarlo (o almeno credo). Voi cosa mi suggerite di fare? Ai blogger che mi leggono chiedo: voi che soluzione avete adottato?
Tag: bloggingJanuary 18th, 2007 — SEO/SEM, Personale
So che diversi lettori del mio blog si aspettano sempre qualche post SEO related (non per niente, ma me l’han detto loro, eh). E so che questi lettori vedono da diverso tempo deluse le loro aspettative (oh, non che debba svelare chissà quali misteri, ma insomma, se ogni tanto affronto qualche discorso più interessante e meno autoreferenziale apprezzano, lo so).
Solo che oramai, con questa storia dell’autoreferenzialità dei blog, non riesco a smettere. E pensare che ho dovuto consultare il vocabolario, per capire esattamente di che si parlasse nella blogosfera. Per inciso, se mai dovessi ricominciare a scrivere qualche post serio sull’argomento, lo farò su Marketing Routes, non qui.
Ad ogni modo, oggi ho deciso di fare un post che interessa i SEO qui. Ma non sarà troppo serio (ecco perchè non lo mando al buon Jacopo).
O meglio, l’argomento, a mio avviso, è molto serio, ma sono io che non riesco a prendermi troppo sul serio in questo periodo, e quindi… e quindi leggete.
Oggi parlo di meta description. Il meta description è, per far capire di che parlo anche ai meno esperti, un meta tag contenuto nelle pagine html. Questo meta tag (come gli altri, son meta apposta…) non viene visualizzato dagli utenti. Ma gli spider, i ragnetti dei motori di ricerca, li vedono e li valutano.
All’inizio, il meta description, insieme al meta keywords, veniva usato dai motori di ricerca per stabilire il ranking, il posizionamento, delle pagine all’interno dei propri risultati. Ma siccome i webmaster pensarono bene di fare i furbi, questi due meta tag vennero seviziati e stuprati, perdendo ogni possibile ragione di esistere. I motori di ricerca, infatti, decisero di non valutarli più, perchè troppo facilmente taroccabili (molti di voi staranno sicuramente pensando a quei demenziali listoni di parole chiave, poco importa se attinenti o meno con l’argomento trattato).
Lascio stare il meta tag keywords, che io consiglio di non usare proprio, e passo al meta tag description, perchè qualche senso ancora ce l’ha.
Infatti, quel che scriviamo nel meta description, se fatto con criterio, viene visualizzato dai motori di ricerca sulle SERP (search engine results page, ovvero le pagine con i risultati delle ricerche compiute dagli utenti). Ho detto che il contenuto del meta non viene usato dai motori per stabilirne il ranking, ma se viene visualizzato forse vale la pena usarlo, no?
Come? La risposta più scontata è: scrivendoci dentro qualcosa che incentivi il click. Una frase ad effetto per una pagina che si posiziona al secondo posto può portare più accessi di quanti ne riceva la pagina al primo posto. L’utente vede i primi risultati, e clicca quello che lo ispira di più. Logico, no?
Poi se ne possono fare altri usi, ovviamente. La morale non cambia: con il meta description possiamo mandare un messaggio ad un visitatore, prima ancora che diventi tale. Io ad esempio ho deciso di usare il meta description di questo blog per bullarmi (ho scritto che non mi prendo troppo sul serio, ultimamente, vero?).

P.s. un consiglio a chi fa i siti in Flash: inserite comunque il meta description nell’html che include il flash, se volete evitare di avere il peggior snippet possibile.
Tag: PersonaleJanuary 16th, 2007 — Società
Avrei letto più che volentieri il post di Domiziano, ma l’ha scritto prima Giavazzi.
Tags: centrosinistra, corriere della sera, francesco giavazzi, meritocrazia, riforme, riformismo, sinistraJanuary 15th, 2007 — Blogging, Internet
L’amico Luca Conti, per festeggiare i 3000 post su Pandemia.info (auguri!), chiede ad un po’ di blogger di spiegare, in meno di 2000 battute, cosa sia un blog (il meme - altro termine oscuro - è iniziato qui). Incautamente, tra questi blogger, ha inserito anche il sottoscritto.
Potrei dare una spiegazione didascalica, ma per quella c’è già l’apposita voce su Wikipedia. Dovrei almeno stare nelle 2000 battute, ma la mia pigrizia mi impedisce di contarle. Mi sa che andrò a ruota libera, e magari anche fuori tema.
Confesso: ero tentato di parafrasare una vecchia leggenda metropolitana: tema d’italiano, titolo “Che cos’è il coraggio?”; un alunno consegna il tema con scritto solo “Il coraggio è anche questo”. Massimo dei voti. Ma dubito che sarei rimasto nel feed reader di qualcuno se avessi scritto “Un blog è anche questo”.
Ma allora, che cos’è un blog? Secondo me, ci possono essere tanti modi per rispondere. E tutti validi (tutti tranne questo, ovviamente). I blogger chiamati in causa da Luca (ma mica solo loro, ne sono certo) danno tutti ottime definizioni, e magari seguite l’evolversi della discussione in giro per la blogosfera.
Secondo me, il blog è il migliore strumento di comunicazione a nostra disposizione.
Quel che diciamo attraverso il blog va ben oltre la distanza che potremmo raggiungere con un megafono. Con il blog possiamo dialogare con un numero di persone potenzialmente illimitato, al contrario di quanto possiamo fare con il telefono. Sul blog possiamo scrivere quanto vogliamo, mentre con gli SMS siamo costretti dentro un limitato numero di caratteri, e quando vogliamo, senza disturbare nessuno. Possiamo comunicare in maniera completa, magari inserendo un video o un audio, senza andare in tv o in radio.
Possiamo comunicare in mille modi, per esempio tramite il blogroll (mostrando, cioè, quali altri blog leggiamo) oppure inserendo dei widget come quello di Twitter (di Twitter ho parlato qui), così da far sapere ai nostri visitatori cosa stiamo facendo, o di Last.fm, così da far sapere che musica stiamo ascoltando.
Con un blog possiamo comunicare a tutto tondo, e possiamo farlo senza disturbare, dato che i visitatori possono leggere quel che abbiamo da scrivere tramite un feed reader (in questo recente post spiegavo perchè consiglio Google Reader).
A questo punto, qualcuno potrebbe facilmente obiettare che quanto ho scritto fin qui in realtà si applica potenzialmente a tutti i siti, non solo ai blog. Verissimo. Per quanto detto fin qui, il blog permette semplicemente di poter fare tutto ciò più agevolmente.
Ma a mio avviso il blog ha una peculiarità che lo rende unico e migliore: la blogosfera (se vuoi sapere cos’è la blogosfera, qui trovi la mia definizione). A che serve infatti uno strumento di comunicazione eccezionale come un blog se poi non lo usiamo per dialogare? Lo so bene che comunicare e dialogare non sono sinonimi, sia chiaro. Però ogni blogger ha il suo strumento per comunicare, il proprio blog; e ogni blog è potenzialmente uguale agli altri.
Fate per un attimo finta di trovarvi in una piazza, insieme a tanta altra gente. Ogni persona nella piazza ha a disposizione uno strumento per comunicare con gli altri. Ma senza dialogo, nessuna comunicazione arriverebbe a destinazione con successo. Le voci si sovrapporrebbero, creando un indistiguibile rumore. Ovviamente, tutti ci rendiamo conto che non sarebbe mai possibile riuscire a parlare con tutte le persone in una piazza. O per lo meno, non riusceremmo a parlare di molte cose, e/o non potremmo farlo per molto tempo.
Con il blog si. Perchè avere un blog significa poter andare in una piazza e riuscire a dialogare con tutte le altre persone. Meglio ancora: sapere, prima ancora di iniziare a parlarci, che cosa pensano e dicono le altre persone (perchè un blogger è prima di tutto un lettore di blog), e poter quindi selezionare in partenza le persone con le quali vogliamo parlare, tra tutte quelle che affollano la piazza.
E a meno che non vi rendiate conto di quanto sia importante per l’essere umano riuscire a dialogare (o per farlo avete bisogno anche voi di una bella tracheotomia?), avete già capito quale straordinario strumento sia il blog. Anche se, dopo tutta questa pappardella, ancora non avete che cos’è un blog.
Tags: blogging, internetJanuary 12th, 2007 — Blogging
Siamo ancora in tempo per il Delurking day. Si, perchè, da quanto ho capito, il Delurking Day in realtà non dura solo un giorno. Vabbè, dettagli. Già mi immagino le domande… O almeno credo. Ditemelo voi (e così, se una scusa non vi basta, ora ne avete due).
Cos’è il Delurking Day?
È, per usare le parole di Tambu, “il giorno in cui i lettori che non commentano mai possono lasciare un segno tangibile della loro esistenza e del loro passaggio”.
E quindi? Che vuoi da noi?
Banalmente, una traccia. Poco importa cosa scrivete (o per lo meno, poco importa al fine del conteggio. Se poi volete scrivere un trattato intero, fate pure). Va bene qualsiasi cosa, anche pernacchie, insulti (mmm, magari, per non impressionare eventuali lettori sensibili, scrivete solo “insulti” e capirò). Non siate timidi. E non fatevi intimorire dalla richiesta di un indirizzo e-mail. Non lo vede nessuno e non verrà usato per nessun motivo. Lasciate un commento in questo post per lasciare una traccia, voi che non l’avete fatto mai. Unica scusa per non lasciare un commento è l’essere morti. Ma se siete arrivati a leggere fin qui…
E chi ha commentato qualche volta?
Nel dubbio, commentate lo stesso. Male non fa. Magari, se preferite, scrivete proprio “non ricordo se ho già commentato o no”. Va benissimo.
E cosa inserisco dove dice website?
Se hai un sito (blog o altro non importa) scrivi l’indirizzo. Se non ce l’hai, non scrivere niente. Più facile di così…
E chi legge solo un post ogni tanto?
Ci può essere il caso di chi segue tramite feed, e continua a farlo nonostante il 99% dei post non gli interessano neanche un po’. Va bene, commenta lo stesso. Sei pur sempre uno dei lettori che mi segue. Magari puoi sfruttare l’occasione per dirmi quali argomenti ti interessano di più.
Ci può essere il caso di chi visita il sito ogni tanto e legge giusto un post e via. Va bene uguale. Commenta!
Ci possono essere tante altre situazioni, ma se sei qui a leggere questo post, probabilmente dovresti lasciare un commento.
Ok, non ti annoio oltre. Anzi, mi spingo più in là: come Massimo, anche io giuro di lasciarti in pace per tutto il 2007.
Tag: delurking dayJanuary 11th, 2007 — Blogging, Internet
Ho sentito parlare per la prima volta di Twitter durante le vacanze natalizie (soprattutto per merito di Fullo e dei suoi consigli d’oro - twitters, imparateli a memoria!!). Poi, come ho scritto qualche giorno fa, mi sono iscritto.
Certo, non sono molti, ma in 4 giorni di utilizzo ho già avuto modo di abituarmi a questo nuovo strumento. Ecco un po’ di mie valutazioni (frammiste alla mia esperienza online) su twitter e su alcune opinioni che ho sentito al riguardo.
Privacy: il problema della violazione della privacy non esiste. I followers (coloro che seguono le nostre azioni) possono essere emeriti sconosciuti, certo. Ma leggono solo quel che scriviamo. Quindi ognuno decide cosa comunicare e cosa no.
Produttività: molti dicono (ho intravisto anche qualche grafico a supportare questa tesi) che twitter abbassi la produttività. Ribatto: e se facesse il contrario? Esporre al mondo le nostre azioni-intenzioni può spingere a compierle, quelle azioni. Se dico “sto scrivendo un post su twitter” poi non posso non scriverlo. Porto a termine il compito, pena figura di merda.
Chat: se avete mandato a memoria i consigli di Fullo, sapete già cosa intendo dire. Twitter non è una chat. Se volete chiaccherare con qualcuno, ci sono gli strumenti per farlo (IRC, messenger vari - MSN, Gtalk, Yahoo, Jabber, etc - se non addirittura e-mail). Usate quelli.
Netiquette: non so se è il termine più indicato, in realtà. Ad ogni modo, mi riferisco a quegli utenti che usano twitter in maniera errata, che usano twitter come una chat, soprattutto a quelli che mandano messaggi rivolti ad una persona facendoli leggere a tutti. Ora, capisco ci voglia un po’ di tempo ad abituarsi ad uno strumento nuovo, ma se Tizio vuole dire una cosa a Caio, per quale cazzo di motivo Sempronio dovrebbe leggere una cosa tipo “Tizio: @Caio blablabla”. È un messaggio privato? Mandatelo solo a lui. Premesso questo, tra chi sbaglia c’è chi poi capisce e corregge il proprio comportamento e chi invece non capisce e/o non corregge il proprio comportamento. Nessun timore (e restando all’esempio): come Sempronio ha aggiunto Tizio alla sua friendlist, così può rimuoverlo. Senza rancore, ok?
Overload: a differenza di un feed aggregator, qui ci si deve imporre un limite al numero di friend che si desidera seguire. Si possono aggiungere molti friend, ovviamente, ma dopo un po’ la lista andrà per forza di cose scremata (altrimenti si, ciao produttività). Come sopra, si può rimuovere un friend dalla lista. E come sopra, senza rancore.
Complemento, non sostituto: twitter può essere un complemento utile e comodo a feed, chat, forum, etc. Complemento, e non sostituto. Dovrebbe essere chiaro il perchè, considerati alcuni punti precedenti. Quel che succede (almeno a me) è di iniziare a seguire su twitter alcuni blogger che già si seguono via feed. Ma non sta scritto da nessuna parte che sia questo l’unico percorso possibile. Può benissimo capitare (e a me è già capitato, in pochissimi giorni di utilizzo) di scoprire nuovi blog partendo da twitter. E di aggiungere il blog al proprio feed reader. E magari non seguire più le azioni del blogger via twitter. Ma senza rancore, che i motivi validi per rimuovere qualcuno dalla lista ci sono e sono insindacabili.
Immediatezza: una banalità, se volete, ma la velocità di ricezione dei messaggi via twitter permette di comunicare in tempo reale. Per esempio, io ho seguito la presentazione di quell’accrocchio da 499$ di cui tanti parlano (non scrivo il nome, che secondo me non è mica ancora detto si chiamerà così) via twitter. E non sono certo stato l’unico.
Utile: ok, forse twitter è utile fino ad un certo punto, ma il tipo di applicazione potrà essere adottato in situazioni lavorative con (secondo me) ottimi risultati. Ipotizzo: per progetti grossi, incorporazione di una applicazione come twitter all’interno di un software di project management; per piccole operazioni, come applicazione quasi stand-alone per una fluida gestione dei task.
Considerate, ovviamente, che io uso IRC dal 2000, e sono (quasi) perennemente online su tre diversi istant messenger. È evidente, quindi, che ho una esperienza su questo tipo di strumenti di comunicazione in tempo reale che magari non tutti hanno. Le mie considerazioni non possono certo prescindere dalla mia esperienza personale.
Sicuramente potrei allungare la lista, pensandoci su più a lungo. Ma magari potete stimolarmi con le vostre considerazioni (commenti, trackback, e-mail, messenger vari).
Tag: twitterJanuary 10th, 2007 — Società, Notizie
Tutti avete letto, di sfuggita (come me) o approfonditamente, la notizia relativa alla sentenza della Cassazione secondo la quale sono
nulle le multe agli automobilisti che parcheggiano nelle aree a pagamento se “vicino” a quelle zone non è stato predisposto anche un “parcheggio libero”.
Oggi sono passato davanti ad una edicola di sfuggita (peccato avessi dimenticato il telefono a casa, altrimenti avrei scattato una bella foto) e ho letto:
Più strisce bianche
Ma, in verità, a me pare ce ne siano pure troppe.
Tags: cassazione, cocaina, multe, strisce bianche, strisce bluJanuary 9th, 2007 — Blogging, Internet
Nel caso possa interessare a qualcuno, ho ufficialmente cambiato il feed reader usato per leggere i feed dei blog che seguo. Non più liferea, quindi, ma Google Reader.
Perchè? Beh, qualche motivo tendenzialmente valido ce l’ho:
January 8th, 2007 — Internet
Oggi ho creato l’account su Last.fm (il mio profilo). Ma siccome non poteva bastarmi questo, oggi, Michele (che nel frattempo ha aperto il blog in italiano) ha pensato bene di invitarmi su twitter (sono qui).
Ecco, ci mancava solo twitter.
Tags: addicted, last fm, last.fm, twitterJanuary 7th, 2007 — Linux, Blogging, Internet
Ho appena aggiornato Wordpress alla versione 2.0.6. Avendo accesso SSH al server, ho potuto fare l’update in un battibaleno.
Download del pacchetto nella mia home, tar xzvf latest.tar.gz, poi un bel chattr +i wp-config.php in uso (così non viene sovrascritto), un bel cp -R dai file nuovi alla document root, un chown -R finale per sistemare l’owner dei file. Poi la solita visita a /wp-admin/upgrade.php, ovviamente.
Sembra lungo? Non direi. E se poi, come me, avete diversi wordpress installati sullo stesso server, basta ripetere i comandi chattr, cp e chown (operazione ancora più veloce, ovviamente, grazie alla bash history). In due minuti ho aggiornato questo blog, Di vino & cibo e il blog di Inari.
Tags: blogging, internet, LinuxJanuary 6th, 2007 — Blogging, Internet
Con tutte le discussioni nate sulla scia della pubblicazione su Nova della mappa della blogosfera mi sono passato le vacanze natalizie. Evitando di parlare ora di quante ore abbia speso a leggere le opinioni sull’argomento (che tanto siamo tutti sulla stessa barca, compreso tu che stai leggendo ora proprio questo post…), evitando di parlare di autoreferenzialità, di statistiche, di scienza, di media, etc etc etc…, evitando tante cose, mi resta però una considerazione in testa.
Intermezzo: scusate, ma veramente troppi post sull’argomento mi impediscono ora di trovare quelli che più interessano il mio discorso attuale…
La principale (ai miei occhi, per lo meno) critica mossa alla mappa è: “non è rappresentativa della blogosfera italiana perchè i blog sono moooooooooooooooolti di più dei 3000 e rotti presenti su blogbabel al momento della generazione della mappa”.
Questa critica si basa sull’assunto che l’insieme di tutti i blog costituisca la blogosfera. Ma è proprio così? A mio avviso, no.
La blogosfera è composta da tutti i blog che dialogano tra di loro, non tutti i blog in quanto tali. E questa (mia?) definizione mi sembra self explanatory.
Quindi, a mio avviso, la mappa della blogosfera non sarà la più completa delle mappe possibili, ma ci si avvicina discretamente.
Tags: blog, blogosfera, mappa blogosferaJanuary 4th, 2007 — SEO/SEM, Internet
Su Marketing Routes, Jacopo spiega parecchie cose utili relative all’article marketing. Si, perchè con Articolista.com stiamo facendo anche questa esperienza. E voglio anche io, qui, ribadire un concetto fondamentale: la qualità del contenuto è tutto.
L’article marketing non serve a spargere nel web link verso i propri siti. Visto in quest’ottica, l’article marketing non ha alcuna possibilità d’essere d’aiuto (anzi, provoca solo perdita del bene più prezioso: il tempo).
L’article marketing serve ad aumentare la propria autorevolezza, non la propria link popularity. E per aumentare la propria autorevolezza in un settore, è fondamentale scrivere articoli di qualità. Non si scappa da questo.
Ed ora, un esempio banale: io sono un esperto SEO (Search Engine Optimization, quelli che fanno in modo che un sito sia più su di un altro sui motori di ricerca come Google, per i meno tecnici). Voglio aumentare la mia autorevolezza online. Voglio che quando uno dica “Stefano Gorgoni? Ah si! È un famoso esperto di SEO!”.
Lasciamo ora perdere tutti gli altri modi che ci sono per promuoversi (per dire: potrei anche puntare a posizionarmi al primo posto per la keyword “SEO”, ma non mi garantirebbe automaticamente “autorevolezza”; oppure potrei aprire un blog sull’argomento, ma un blog è davvero un grosso impegno, se portato avanti come si deve). Soprattutto, voglio un metodo veloce e facile per aumentare la mia autorevolezza.
L’article marketing, che vi piaccia o meno, può aiutarmi molto a raggiungere questo scopo. Come? Scrivendo articoli di qualità, dando informazioni non facilmente reperibili, spiegando con parole facili cose complesse, mostrando di essere esperti sull’argomento.
Content is the king, sempre e comunque. Ma il bello dell’article marketing è che io, Stefano Gorgoni che voglio acquisire autorevolezza sull’argomento SEO, non devo preoccuparmi di nulla se non di una cosa. Non devo promuovere un sito, non devo fare campagne di link popularity, non devo studiare link baiting, non devo fare pubblicità sui motori di ricerca, non devo fare nulla delle solite attività di promozione. Devo solo occuparmi del contenuto. Se non riesco a fare bene neanche questa singola cosa, l’article marketing non fa per me.
January 3rd, 2007 — Blogging, Internet
Premesso che il termine “web 2.0” mi fa venire un po’ il sorriso e un po’ l’orticaria (dato che è solo marketing), mi spiegate che senso hanno i commenti dei blog in una finestrella pop up?
Tags: popup, web 2.0January 1st, 2007 — Notizie
Con estrema puntualità, tanti auguri a tutti e felice 2007!
Tags: 2007, capodanno, new year, Notizie