Nebbia in Val Padana
Posted in Personale on ottobre 28th, 2006 by Stefano – Be the first to commentAh no, era la Taranto – Brindisi.
Ah no, era la Taranto – Brindisi.
Rieccomi davanti al mio pc, dopo una settimana passata giù al nord. Prima il fantastico raduno GT (nel thread linkato ci sono parecchie foto dell’evento), poi altri giretti tra Veneto (peccato non essere dotato del dono dell’ubiquità, sarei andato volentieri all’Ombralonga) ed Emilia-Romagna. E ora, di nuovo qui, con un post polemico che avevo promesso a Tambu.
Nei giorni precedenti, infatti, si era sviluppata nella blogosfera italiana una discussione su blogroll e Pagerank, con considerazioni, tecniche ed etiche. Non ho ancora avuto il tempo di guardare il feed reader (o meglio, l’ho guardato, ho visto che avevo un arretrato di oltre 1000 post da smaltire, e m’è passata la fantasia), e quindi non so come è proseguita la discussione. Ma son proprio curioso di vedere se qualcuno ha nel frattempo colto il vero punto dolente della faccenda.
Perchè la discussione sul blogroll in una pagina interna dedicata è stata fatta più con l’istinto che con la razionalità. Ad esempio, che senso ha lamentarsi di ricevere un link da una pagina interna anzichè dalla homepage, se questo permette di ricevere un link più forte? Eppoi, avete pensato che, non solo proviene da una pagina a PR più alto, ma anche con meno link a spartirsi le fette di quella torta Pagerank?
Però, pure la considerazione iniziale non era impeccabile: insomma, è tutta da dimostrare l’equazione “tolgo il blogroll dalla homepage e aumenta il Pagerank”. Potrebbe anche essere, ma non scordiamoci mai che il Pagerank viene determinato in base ai link ricevuti, non a quelli dati.
In realtà, la vera faccenda, interessante fondamentalmente solo per coloro là fuori che amano tanto le classifiche, sta nel conteggio dei link che fa Technorati. Un blogroll in una pagina separata non viene visto da Technorati quando viene pubblicato un nuovo post. Intendiamoci bene, limite di Technorati, ma che si riflette sulle classifiche che su di esso si appoggiano.
P.s. scusate se non ho linkato tutti i post sull’argomento, magari riaggiorno il post più tardi, se trovo il tempo di cercarli
P.p.s. Proeta ho corretto il link, hai fatto bene a segnalarmelo. non che non lo sapevo, ma me n’ero proprio scordato ![]()
P.p.p.s. Raramente ho scritto post più in fretta di questo. In caso di typo o altre correzioni da apportare, mi riservo di intervenire in un secondo momento
Rischiava di passare una vita prima che scrivessi questo post. E la tentazione di retrodatarlo è ancora viva. Ad ogni modo, volevo giusto dire due o tre cose, dopo il mio giretto a Milano.
1) Lo stadio Meazza è una figata. In una notte di Champions League è una figata. Che l’Inter perda 2-0 in casa finendo la partita in 9, un po’ meno. Mannaggia a loro, non si può avere una serata come si deve…
2) Un grazie a Francesco e Mariangela per la bella serata al maisazi party. Veramente molto ben riuscita. Bravi, grazie.
3) Un saluto a tutti coloro che conoscevo solo via tcp/ip. Francesco e Mariangela, ovviamente. Ma anche Simone, Luca (Umor), Adriano (Graziemamma), Piero (Pieropan) ed Elisa (la quale fa un bel report nel suo blog del maisazi party , non solo raccontando bene – anche con le belle foto che ha fatto – la serata, ma anche scrivendo molte cose che mi ha fatto molto piacere leggere, persino più dello squisito salame di cioccolato che ha portato).
4) Un saluto a tutti coloro che non conoscevo via tcp/ip e che ho avuto il piacere di conoscere alla festa. Non ricordo tutti i nomi (anche perchè io tradizionalmente ho difficoltà a farlo), ma ci provo lo stesso: Giuditta, Peppe, Gianluigi, Antonella, Paola, Lucia, Claudio. Il saluto ovviamente è rivolto a tutti. Grazie anche a voi per la bella compagnia.
5) Last but not the least, un saluto anche a quelli che già conoscevo, e con i quali ho trascorso anche altri momenti del mio soggiorno a Milano. Penso ad Enrico, Daniela, Salvatore, Dario, Anna Maria, Alessio, etc etc etc.
E fino alla prossima occasione di incontrarsi, c’è sempre l’instant messaging