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2 requisiti essenziali per fare il SEO

Per poter occuparsi di SEO (acronimo di search engine optimization) sono necessarie parecchie competenze, in ambiti anche diversi. Chi scrive non ritiene il SEO una questione di pura tecnica, quanto di ampia stategia. Per pianificare ed attuare un’ampia strategia, serve un’ampia conoscenza.

Quali le basi necessarie prima di “studiare da SEO”? Secondo me ce ne sono un paio, più o meno valide anche per altri mestieri sul web, che sono necessità assolutamente imprescindibili.

      La lingua italiana
      Se ritieni di non avere una ampia dimestichezza con la lingua italiana, il suo lessico, la sua sintassi, la sua grammatica, spendi un po’ del tuo tempo a studiare meglio l’italiano. Non è tempo perso! Non penserai mica di poter scrivere frasi ottimizzate per i motori di ricerca se fanno rabbrividire una persona di media cultura, vero?
      TCP/Ip
      Comprati il TCP/IP Illustrated, Volume 1: The Protocols (Addison-Wesley Professional Computing Series) e mandalo a memoria. Se non sai come funziona tutto quel che c’è sotto il tuo sito web, farai molta più fatica a lavorarci. Non ne sono sicuro, ma dubito che Michael Schumacher sarebbe stato il campione che è stato senza conoscere il funzionamento di una automobile.
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Adsense e il dollaro debole

E mentre l’euro supera la soglia di 1,5 contro il dollaro, i publisher AdSense si chiedono dove vanno a finire i loro piccoli guadagni. Addirittura c’è chi arriva a fare una petizione online per chiedere a Google di pagare in euro. Sicuramente a Delaview non vedono l’ora… :)

Resta il fatto che finché il cambio tra euro e dollaro resta attorno a queste cifre, i publisher AdSense, pagati in dollari, vedranno una bella cifra tonda sul proprio account AdSense ed una cifra più modesta nel loro conto corrente. Per dire, sto aspettando che Google faccia un bonifico di 1000$. 1000 dollari sembra una bella cifretta, in fondo. Peccato però che il bonifico che arriverà sarà di circa 665 euro, cifra di ben altro appeal… Se volete farvi due conti, potete usare, tra i tanti, il convertitore di valuta di Yahoo!.

Come può un publisher difendersi da questo cambio sfavorevole? Non c’è molto da fare, in realtà. L’unica opzione praticabile potrebbe essere quella di sospendere i pagamenti e accumulare i rendimenti fino a quando il dollaro tornerà ad avere più forza. Ma quando succederà questo? Potrebbe impiegarci anni… Se uno è disposto a non incassare per tanto tempo può essere una strada percorribile, però perché ne valga la pena davvero si dovrebbero sbloccare i pagamenti quando il dollaro sarà almeno vicino alla parità con l’euro. Campa cavallo che l’erba cresce

Se non si fosse capito, non confido troppo nel successo della petizione su citata. Anche la “minaccia” di passare da Google AdSense ad altri è alquanto inconsistente. AdSense ha una tale forza sul mercato che può permettersi di ignorare la richiesta in totale tranquillità. Quindi, al massimo, si potrebbe prendere in considerazione di incassare la cifretta e farla fruttare in altri modi (per esempio, aprendo un conto arancio). E, nel frattempo, non smettere di pregare che il dollaro torni quello di una volta.

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Search Engine Optimization: l’investimento a più alto ROI

Non lo diciamo noi del settore. O meglio, noi SEO lo diciamo, ma essendo di parte è giusto valutare le nostre affermazioni cum grano salis.

Grazie a Marco e Nereo, scopro la ricerca condotta da Marketing Sherpa sui partecipanti di ad:tech.

Cosa dice questa ricerca? Un grafico vale più di mille parole, e quindi lo riporto, così com’è:

adtechchart1.gif

Tutto chiaro? I clienti (i clienti!) ritengono il SEO la tattica con il miglior ritorno sull’investimento. Mi sembra ovvio, quindi, che il posizionamento sui motori di ricerca debba essere la prima tattica da prendere in considerazione quando si intende promuovere la propria attività online, il proprio sito web.

Spesso invece il SEO viene lasciato in disparte, volutamente ignorato: o come se non fosse importante o come se fosse ovvio che il proprio sito sarà ben visibile.

Allo stesso tempo spesso mi capita di veder spendere montagne di soldi su tattiche a bassissima/nulla performance. E spesso questo investimento viene seguito da frasi come “Internet non funziona”. Ebbravo!!

Allo stesso modo, vedo chi investe in maniera intelligente sul posizionamento nei motori di ricerca dire, al contrario, che “Internet funziona, eccome!”.

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So, You Wanna Be A Hotel eMarketer?

Scopro tramite Sante questo video intitolato So, You Wanna Be A Hotel eMarketer?. Da vedere :)

E lasciatemi aggiungere che questo video è un ottimo esempio di link baiting.

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Prima del 2009

Ho approfittato del periodo festivo per latitare un po’ dalla rete. Non che abbia fatto davvero vacanze, ma mi sono disintossicato parecchio, leggendo meno assiduamente le email, non scrivendo su nessun blog o forum (giusto qualche commento qua e là quando mi trovavo a leggere post altrui), niente chat, etc.

E devo dire che non è stato affatto male!

Però, avanti di questo passo, sarebbe arrivato il 2009 prima che facessi a tutti voi gli auguri di buon 2008. E quindi: buon anno!

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Come regalo di Natale, tanto da leggere

Amazon prevede che il primo dei due pacchi (quello più consistente, tra l’altro) dovrebbe essermi consegnato il 27 dicembre. Chissà, forse non sanno dei casini avuti qui in Italia tra sciopero dei camionisti e gelo che ha bloccato il lavoro dei corrieri proprio quando dovevano recuperare l’enorme quantità di spedizioni in giacenza.

In ogni caso, anche se dovesse arrivare a gennaio (come è previsto che arrivi il secondo pacco), sarà comunque un bel regalo, quello che mi sono fatto (non tanto come Stefano quanto come WebRising, per la verità).

Veniamo alla lista dei libri che sto aspettando.

Ma oltre a questi libri, ho pensato di prendere anche qualcos’altro, ispirato dal buon Alessio. Tramite Miabbono ho deciso di farmi l’abbonamento a L’Espresso. In fondo, è l’unica cosa che mi fa saltuariamente frequentare le edicole. Dal 2008, ne farò a meno.

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Non era un fantasma

In tanti mi avete chiesto (e continuate a farlo) se ero al convegno gt, se ero proprio io, se è vero che sono passato, etc etc etc.

La risposta è “si”.

Avevo una mezz’ora di tempo prima di prendere il treno per rientrare a Lecce e ne ho approfittato per andare con Alessio a salutare qualcuno. Avessi avuto più tempo, mi sarei probabilmente trovato con la pausa pranzo e quindi la possibilità di salutare molte persone. Invece ho avuto modo di salutare velocemente solo Giorgio, Giulio, Nereo, Elena e Piersante (con Elena e Piersante sono anche riuscito a scambiare qualche chiacchera).

Gli altri li saluto da qui. Ci saranno altre occasioni ;)

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I gadget dello IAB Forum 2007

Mi sarebbe piaciuto riuscire ad organizzare una sorta di votazione del gadget più bello tra quelli offerti dalle aziende presenti allo IAB Forum 2007. Però questo toto gadget è (temo) destinato a saltare, a causa della mancanza di foto in primo piano di tutti (o quasi) i gadget.
Not-so-subliminal message: se state occultando foto di gadget scattate allo IAB Forum, è ora di fare outing.

Di fatto, temo ci si debba accontentare di due foto fatte da Giulio.

Gadget IAB Forum 2007

La panoramica non è male, anche se mancano alcuni tra i miei gadget preferiti (e no, la standista di AdPepper non è un gadget!), come l’ottima aranciata energetica di Clickpoint. Si intravedono, tra gli altri, i gadget di Yahoo!, SEMS, Ciao (che neanche mi sono accorto fosse presente), Oneblog, Drive (caramelle davvero ottime). Mi pare anche di riconoscere il mini pallone da rugby di Tiscali, sul quale preferisco stendere un velo pietoso (retroscena che Giulio può svelare nei commenti, per la cronaca).

Poche foto, ma per fortuna Giulio ha scattato la foto in primo piano a quello che è senza ombra di dubbio il top gadget dell’evento: lo scaldamani di Advance.

Scaldamani

Questo gadget merita una breve spiegazione. Piegando leggermente quella specie di medaglietta che si vede all’interno, infatti, quel liquido si trasforma in un solido caldo per circa mezz’ora (poi torna come lo vedete in foto mettendolo in acqua bollente per una decina di minuti).

E secondo te qual è stato il miglior gadget di questo IAB Forum?

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Behavioral targeting

Allo IAB Forum Yahoo! ha presentato il suo Behavioral Targeting.

Non ho seguito più di tanto la cosa (mi son preso due dépliant e li leggerò con calma) dato che sono stato molto più attratto (e ci mancherebbe altro!) da coloro che si occupano di “mettere milioni di chicchi di sabbia in un cesto, uno alla volta”, ma l’impressione che ho, da uomo della strada, è che si tratti di una sorta di contextual advertising a scoppio ritardato.

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Troppo difficile

Sto provando, in questi giorni, a recuperare tutto il lavoro arretrato che ho accumulato in una settimana off line. Ho passato infatti una settimana intera a Milano, con la scusa dello IAB Forum (che ne durava solo due, vabbé), senza mai collegarmi alla rete (paradossale, no?).

Mi pare di capire, dalla lettura di qualche post sparso per la rete, che i feedback per questo IAB Forum un po’ ovunque siano stati molto positivi. E ovviamente mi fa piacere (anche perché attraversare l’Italia per trovarsi poi ad un evento non all’altezza delle aspettative sarebbe stato quantomeno deludente :) ).

Quel che vorrei provare a fare è salutare tutti quelli che ho rivisto con piacere e pure tutti coloro che ho conosciuto per la prima volta di persona, anche - soprattutto - dopo (a volte lunghe) conoscenze on line.

Non ho frequentato conferenze e workshop (a parte, ovviamente, quello sul search marketing). E non mi sono fermato a chiacchierare negli stand più patinati, fatti di banner e portali. E pur avendo compiuto questa naturale scrematura, è stato un continuo di “ciao”, “piacere” e altre piacevoli discussioni. Insomma, di gente ce n’era davvero parecchia.

Capirete quindi la difficoltà di provare a ricordare tutti quelli che ho incontrato. E dimenticarmene qualcuno potrebbe risultare antipatico. Insomma, tenderei a dire “un saluto a tutti quelli che mi conoscono” :P

Piuttosto, sarebbe interessante - e magari proprio da chi era allo IAB Forum - come mai modelli di business considerati vecchi, morti e sepolti come il display advertising (più noto come “vendita banner al kilo”, della serie “ho fatto due etti e mezzo (di banner, nda), lascio?”) e l’email marketing abbiano riempito le sale dei workshop al punto da non riuscire a trovare posto mentre il workshop sul search marketing mi è sembrato quasi andare deserto, in confronto (anche se forse la sala per il search era stata ingrandita proprio perché era attesa una grande affluenza). Magari qualcuno ha a disposizione dei numeri sui partecipanti ad ogni workshop? In fondo, siamo stati identificati elettronicamente uno ad uno per questo, no? :)

Chissà, forse che Email e Display Advertising non sono poi così vecchi come a tanti piace credere?

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Se non vi chiamate IAB Forum, curate l’usabilità del vostro sito

Il 7 e l’8 novembre si svolgerà a Milano lo IAB Forum 2007. La partecipazione è gratuita, ma è necessario iscriversi on line. Io ho deciso di attraversare l’Italia e andarci. Ed infatti mi sono appena iscritto al form. Ma che fatica!

La pagina di iscrizione è questa. Come potete vedere, il form è preceduto da un piccolo avvertimento nel quale c’è scritto:

I dipendenti delle Aziende Sponsor sono pregati di utilizzare la form a loro riservata e non quella sottostante. Tale procedura consentirà di ricevere in azienda il proprio badge completo di logo aziendale che permetterà l’accesso anche durante i giorni di allestimento.

Se non che, a me che non faccio parte di una azienda sponsor, viene il dubbio: il mio badge? Ne avrò uno? Insomma, c’è un inutile carico di informazioni che mi instilla dubbi, e quasi mi frena. Ma è lo IAB Forum, figuriamoci se mi faccio spaventare da una piccolezza di questo genere :)

Riempio tutti i campi, selezionando anche la categoria di appartenenza (non senza qualche attimo di riflessione, della serie “chi sono”, “cosa faccio”, “dove vado”, etc etc etc), e clicco su “Invia”.

Ma anziché trovarmi una pagina con il solito messaggio “Grazie per esserti iscritto”, “Complimenti per aver deciso di partecipare”, o quel che volete voi, mi trovo davanti ad una pagina ben più impegnativa. Continue reading →

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Destra o sinistra?

Questo test sta impazzando sulla rete da ieri. In base alla direzione (oraria o antioraria) in cui vedi girare la ballerina dovresti scoprire se usi di più l’emisfero destro o l’emisfero sinistro del tuo cervello.

LEFT BRAIN FUNCTIONS
uses logic
detail oriented
facts rule
words and language
present and past
math and science
can comprehend
knowing
acknowledges
order/pattern perception
knows object name
reality based
forms strategies
practical
safe

RIGHT BRAIN FUNCTIONS
uses feeling
“big picture” oriented
imagination rules
symbols and images
present and future
philosophy & religion
can “get it” (i.e. meaning)
believes
appreciates
spatial perception
knows object function
fantasy based
presents possibilities
impetuous
risk taking

Io vedo sempre la ballerina ruotare in senso orario. E quindi ora ne sai ancora un po’ più su di me. E tu?

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Bzzers non sembra male

Bzzers non sembra male, per quel poco che ho visto. Però che non si possa cercare tra le persone (o almeno, non facilmente, visto che non ho trovato da dove si potrebbe fare) già iscritte è male. Soprattutto perché questa funzione (sempre ammettendo che davvero non ci sia) viene sostituita da due sole possibilità: browsing tra gli amici degli amici (con tutti i limiti del caso) oppure invitando amici non ancora iscritti via email (con tutti i danni del caso, amplificati dal fatto che invitare nuovi utenti sul sito procura punti che aiutano a scalare l’ennesima classifica del cazzo).

Per la cronaca, la mia pagina su Bzzers è qui. Se volete farmi amico, non mandatemi inviti via email.

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Auction Ads regala 25$

Ho appena ricevuto una email da parte di Text Link Ads in cui mi viene segnalato che Auction Ads ora appartiene alla famiglia dei prodotti di TLA (qualsiasi cosa questo voglia dire).

Cos’è Auction Ads? È un programma per visualizzare sul proprio sito le aste di Ebay che permette di guadagnare una percentuale variabile (a seconda dell’azione compiuta dall’utente che clicca sull’annuncio) secondo la classica modalità pay per sale.

La cosa bella è che iscrivendosi entro questo mese Auction Ads regala 25$. Certo, bisogna comunque guadagnarne almeno altri 25 dopo, dato che pagano raggiunta la cifra minima di 50$. Ma è pur sempre metà del lavoro, no?

Auction Ads può essere usato insieme ad altri sistemi, tra cui, in primis, Google AdSense, quindi non ci sono problemi di “compatibilità” tra i vari programmi di affiliazione.

Dato che i 25$ vengono regalati solo iscrivendosi entro questo mese di settembre e dato che l’iscrizione richiede meno di trenta secondi, tanto vale iscriversi subito! Poi tanto si è sempre in tempo a non usarlo :)

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Cercavi un link ma hai guadagnato una figura di merda

C’è uno spammer nostrano che sta cercando di raccattare link qua e là attraverso commenti nei blog che hanno rimosso il nofollow (l’analisi del comportamento degli utenti su un sito serve anche a questo ;) ). E io lo metto nello spam.

Non mi sono mai interessato troppo di come funzioni akismet, ma sono sicuro che se molti blog segnano come spam i commenti di questo furbo, tra poco verrà filtrato in automatico. Per dovere di cronaca, lo spammer in questione cerca (in tutti i modi, persino usando una virgola come anchor del link) di promuovere cittaditorino.net.

Bella figura.

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Tratto da: Internet

Mi chiedo se è legale, oltre che morale, citare la fonte delle foto che i vari Corriere della Sera, Repubblica e chissà quanti altri con la dicitura “da Internet“.

Ma che vuol dire???

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Le due I

Al giorno d’oggi, prima di trovare un nome, bisogna verificare la disponibilità del dominio. Se, per dire, si decide il nome di un nuovo partito, sarebbe meglio preoccuparsi prima che il nome sia libero. Altrimenti poi è inutile andare in giro parlando delle tre I (Inglese, Internet, Impresa). Al massimo, due I (mmm, neanche, vabbé).

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Un anno senza nofollow

Oramai tutte (o quasi?) le piattaforme di blogging inseriscono di default l’attributo rel=”nofollow” ai link nei commenti. Questo attributo ha la funzione di comunicare ai motori di ricerca di non seguire il link e, dato che i link hanno un enorme peso nel ranking dei siti sui motori di ricerca, aveva lo scopo di ridurre lo spam sui blog, spam che aveva appunto l’obiettivo di migliorare il ranking dei siti linkati, sia nel nome del commentatore sia nel commento stesso.

Ma chiunque gestisca un blog sa bene che il nofollow non ha prodotto alcun risultato utile. Lo spam arriva comunque (e sempre più) ed i link legittimi non hanno valore. Un buco nell’acqua, insomma.

Dato e considerato che su questo blog c’è la moderazione nei commenti per chi commenta la prima volta, c’è un efficace sistema antispam e c’è il tenutario che legge tutti i commenti che arrivano, mi è sembrato sciocco mantenere il nofollow ai link di chi invece scriveva commenti reali.

Per questo, esattamente un anno fa, ho rimosso il nofollow dai commenti. Non solo non c’è nessun vantaggio nel tenere questo attributo, ma c’è vantaggio nel toglierlo. Inoltre, è un modo carino per ringraziare chi, con i propri commenti, aggiunge contenuto, opinioni, notizie e quant’altro.

Dopo un anno, posso trarre queste conclusioni:

  • i commenti safe su questo blog sono aumentati (certo, ci sono state anche altre cause insieme a questa), con tutti i vantaggi che questo comporta;
  • i commenti spam poi approvati sono rimasti gli stessi: zero;
  • questo blog ha guadagnato ulteriore autorevolezza agli occhi dei motori di ricerca (certo, ci sono state anche altre cause insieme a questa) e forse - boh, ditemelo voi questo - agli occhi degli utenti;

Quindi, anche le piccole preoccupazioni iniziali che avevo sulle conseguenze della mia scelta si sono sciolte come neve al sole. Non a caso, in moltissimi mi hanno seguito ed hanno fatto lo stesso (avrei voluto, per festeggiare questo anniversario, linkare tutti coloro che hanno rimosso il nofollow dal loro blog, ma sono davvero tanti. Facciamo così, se ne avete voglia, scrivetelo qui nei commenti).

Ci possono essere altre preoccupazioni in chi decide di non togliere il nofollow. Ad esempio, c’è chi dice “eh, ma così non perdo Pagerank?”. Questa domanda oramai mi ha sfracellato i coglioni (scusate, lo so, sembrava un post tanto serio e ben impostato, che questa affermazione può sembrare fuori luogo, ma…). Non solo perché dimostra la poca conoscenza del Pagerank, ma anche perché dimostra la poca conoscenza di quale sia il reale impatto del Pagerank all’interno dell’algoritmo che determina il ranking di una pagina su Google. Dico solo che il sottoscritto ha ottimamente posizionato un sito in un settore difficile come il turismo con keyword piuttosto competitive puntando tutto sui link in uscita…

Di chi invece si preoccupa di avvantaggiare gli altri blog nelle varie classifiche neanche voglio occuparmi (per ovvi motivi di decenza).

Altre preoccupazioni? Scrivetemele nei commenti.

Voglio solo elencare alcuni buoni motivi (alcuni già citati in questo post) per rimuovere il nofollow dai link nei commenti:

  1. il web si basa sull’ipertesto, ovvero i link sono l’anima del web. Annullarne il valore è contro il principio su cui si fonda tutto il web!
  2. linkare risorse esterne degne di menzione è un vantaggio. Dato che raramente un commento degno proviene da un utente che linka un sito indegno (e comunque in questo caso si può intervenire manualmente per correggere il problema - io l’ho fatto in un paio di occasioni), raramente manca questo vantaggio.
  3. incentiva i commenti sul proprio blog. Dare in cambio un link vero può far decidere chi è in dubbio tra il commentare o meno un nostro post per la scelta più vantaggiosa… per entrambi;
  4. togliere il nofollow può essere d’esempio per altri. Ecco che, tornando ad un web libero dai nofollow, ogni nostro commento altrove può essere premiato con un link buono;

Mi sta soprattutto a cuore, però, il primo punto di questo tutt’altro che esaustivo elenco. Oggigiorno sembra che un link lo si possa dare solo in cambio di birre, cellulari e bamboline gonfiabili. Ma un web così non mi attira neanche un po’…

Per chiudere, DoFollow è il plugin per wordpress che io uso per togliere i nofollow dai commenti. Ma ce ne sono molti altri e non solo per wordpress, ovviamente.

Aggiornamento: come già segnalato in questo post, ho cambiato il plugin usato per rimuovere il nofollow: Nofollow Free

Salva il web, togli il nofollow!

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On air

Prima ero in macchina e pensavo “un post di benvenuto a Virgin Radio ci vuole, se lo meritano“.

Poi arrivo in ufficio, apro l’email, e, sorpresa delle sorprese, ricevo una email:

Hi, Inari.it.
Radio 105 (Radio105) is now following your updates on Twitter.
Check out Radio 105’s profile here:
http://twitter.com/Radio105
You may add Radio 105 back by clicking on the “add” link.
Best,
Twitter

Ora, voi non lo sapete, ma Radio 105 è la radio che ho ascoltato più di tutte (e di gran lunga) in vita mia. Ora (ma solo in macchina, che a casa o in ufficio ascolto la suprema Last.fm) tendo a preferire Radio Dimensione Suono, perché ho l’impressione che trasmetta più frequentemente musica di mio gradimento. Ma di fatto, faccio zapping continuo.

Dopo questa premessa, però, fate attenzione: l’email non è indirizzata a me, ma a Inari. Infatti, Radio 105 non ha aggiunto me, ma Inari. Curioso, dato che l’account su Twitter di Inari è molto più recente e molto meno usato (per ovvi motivi, a meno che i follower non dicano di voler sapere anche “sto fatturando”, “sto imballando”, etc… :)).

Con questo cosa voglio dire? Non lo so, forse che le strade del social networking sono a volte tortuosi sentieri. Però, con questo caldo, forse è meglio evitare di tirare conclusioni di qualsiasi tipo.

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Googlebombing 2.0

Una volta si faceva il googlebombing per trasmettere, attraverso Google, messaggi (penso al googlebombing “sociale” con cui si spinse il sito dell’Unicef per la parola chiave “regali”) e giudizi (penso all’ultimo famoso googlebombing in Italia, quello sul porcale Italia.it spinto per la parola chiave “merda”).

Ora invece il googlebombing si fa per partecipare all’estrazione di ricchi premi e cotillon.

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