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April 10th, 2008 — Blogging
Torno a fare qualche post un po’ più geek oriented, che so esserci tanti tra i miei lettori che di quello che succede là fuori non importa poi un granché, della serie “Francia o Spagna, purché se magna” (e poi vengono pure a rimproverarmi nei commenti
).
L’altro ieri ho upgradato un blog (non questo: così i curiosi si risparmiano la fatica di guardare il sorgente del codice html) da Wordpress 2.2 a Wordpress 2.5. L’aspetto che mi preoccupava di più era il fatto che il blog in questione (come questo, a dirla tutta) usava Ultimate Tag Warrior come sistema di tagging. Avevo letto che da Wordpress 2.3 c’è una funzionalità di tagging built-in e non capivo se e quanto UTW sarebbe stato compatibile con le ultime versioni di WP.
Detto che, per quei pochi minuti in cui è rimasto in piedi, UTW (aggiornato all’ultima versione, ovviamente) sembrava funzionare tranquillamente su WP 2.5, ero comunque partito con l’intenzione di cambiare anche il sistema di tagging. E così ho fatto.
Dietro suggerimento di anonimo italiano, ho installato Simple Tags e ho migrato i tag esistenti grazie al tool apposito presente in questo plugin. Per definire il risultato, rubo una frase agli anglofoni: a piece of cake.
Per quanto riguarda WP 2.5 in sé (a prescindere quindi dal tag system adottato), il primo giudizio è assolutamente positivo. L’interfaccia del backend è molto funzionale e anche molto più gradevole (come disse Alessandro Bergonzoni: se la faccia fa una rapina, anche l’occhio vuole la sua parte).
Ovviamente però non vanno dimenticate le solite raccomandazioni quando si tratta di nuove major release. Il bug è dietro l’angolo, quindi se decidete di aggiornare alla versione 2.5, state pronti a riaggiornare a breve. Non dirò invece di fare un backup del vostro sito prima di procedere all’upgrade, perché se non lo fate già a prescindere significa che dovete lasciar perdere i computer e fare altro nella vita.
Tags: blog, tag, wordpress
April 2nd, 2008 — Blogging, Personale
In teoria dovrei scrivere (almeno) un post per parlare degli ultimi giorni, che di cose ne son successe, di gente ne ho vista, etc etc. Solo che proprio non mi va. Quindi, si procrastina.
Tag: pigrizia
March 13th, 2008 — Linux, Blogging
Ora che mi sono munito di notebook, devo iniziare a ragionare anche in termini di “momenti della mia vita in cui non sarò connesso ad Internet quando davanti al monitor”. Credetemi: solo a pensarci mi viene un po’ d’ansia.
Per questo motivo, sto iniziando a valutare la ragione di esistere di editor per blog su desktop. Ora come ora, sto provando BloGTK (presente in Ubuntu, per la cronaca). E questo é un banale post che ha il solo banale scopo di provarlo.
Tags: blog, blogtk, ubuntu
January 10th, 2008 — Società, Blogging, Notizie
I cosidetti grillini stanno reagendo in maniera prevedibile al post di Alessandro Gilioli del quale ho scritto ieri. La risposta che più mi colpisce non è una risposta, è una scusa: “ma Beppe Grillo è solo un comico“.
Per inciso, visto che non ne ho mai parlato prima, espongo brevemente la mia posizione rispetto al fenomeno Beppe Grillo: non mi schiero con i seguaci, non mi schiero con i detrattori. Non vedo tutto bianco o tutto nero. Ritengo Beppe Grillo una risorsa per il nostro paese (per fortuna non l’unica, anche se sono sempre poche). Ma è chiaro che se i modi con cui porta avanti le sue proteste diventano assoluti, se per sostenere i suoi argomenti si spinge troppo in là, se non fa distinguo quando spara su una categoria prendendo di mira anche chi non merita minimamente di ricevere l’attacco… se fa (come fa) tutto questo (e anche più), ai miei occhi passa inevitabilmente dalla parte del torto. Intendiamoci, anche qui non è il torto totale, completo, assoluto. Ma perde di credibilità e le sue denunce perdono valore e forza. Non a caso, quando la casta si è dovuta difendere dagli attacchi di Grillo, ha avuto gioco facile nello sminuire le sue accuse.
Ad ogni modo, torniamo alla risposta “ma è solo un comico”.
Beppe Grillo è un comico allo stesso modo in cui io sono un blogger e allo stesso modo in cui chi guarda la tv è un telespettatore. Capite che “comico”, “blogger” e “telespettatore” non possono essere termini da usare seriamente nel definire una persona. Perché Beppe Grillo è una persona allo stesso modo in cui io sono una persona e allo stesso modo in cui chi guarda la tv è una persona.
Quando leggo “ma è solo un comico” (o ancora più quando è lo stesso Grillo a dire “ma io sono solo un comico”), mi viene in mente la risposta che ho dato io tante volte a chi mi poneva domande - su linux, seo, networking e tutti gli altri settori dell’informatica di cui mi sono occupato/mi occupo e nei quali ho qualche conoscenza - quando non avevo voglia, tempo o capacità di rispondere: “ma io vendo salami“.
Certo, è vero, faccio anche quello (hai presente Inari?). Ma non è che il fatto di vendere salami mi vieti o impedisca di occuparmi (ed in alcuni contesti con grande soddisfazione) di argomenti completamente differenti.
Ci sono momenti in cui non ho tempo o voglia di rispondere a domande tecniche (chi ha alle spalle anni di frequentazioni di chat, forum, newsgroup etc. capisce bene cosa intendo dire). Ci sono volte in cui mi vengono poste domande tecniche (ad esempio come si fa una certa operazione specifica con apache). Non volendo rispondere, alterno al silenzio la risposta “e che ne so? io vendo salami!”. È assai evidente che non è una risposta accettabile. Ma infatti io la dico ridendo (e se in quel momento la pigrizia o la fretta non hanno la meglio fino in fondo, aggiungo anche un ”
” ).
Ecco perché, dal mio punto di vista, la risposta “ma io sono solo un comico!” non può essere una risposta accettabile. Almeno finché non mi è chiaro che viene detta ridendo.
Tags: beppe grillo, giornali, intervista
November 2nd, 2007 — Blogging
L’ultimo post prima di oggi risaliva al 23 ottobre. Di fatto, una decina di giorni di silenzio. Molte altre persone, quando non scrivono per diversi giorni sul proprio blog, ci tengono a scusarsi per l’assenza, prima (”scusate, non riuscirò a scrivere nessun post nei prossimi giorni”) o poi (”scusate se non ho scritto post in questi giorni”).
Forse sono io strano, anomalo, avanzato… Ma io un blog lo seguo tramite feed reader. Se viene scritto un post, lo leggo (o “mark as read”, se - come spesso accade - vado troppo di fretta). Altrimenti non ho nessun fastidio. Casomai il fastidio ce l’ho nel leggere un post in cui trovo scritto “scusate se non scrivo post”. Mi ricorda la notizia dell’altro giorno secondo la quale Google aveva annunciato che avrebbe fatto un annuncio (scusate se non ricordo la fonte).
Per questo, quando non ho tempo per scrivere un post, non scrivo nulla. Sono fermamente convinto che sia meglio così. Ma mi interessano anche le vostre opinioni. Insomma, voi cosa preferite?
Tags: blog, post
October 17th, 2007 — Blogging
Un utente evidentemente non abituato al nostro piccolo mondo della blogosfera è arrivato sul post “La barzelletta più bella di tutti i tempi“. Ha pensato bene di lasciare un commento:
FANNO SKIFO TUTTE E DUE
Dopo un minuto, secondo commento:
MA DUE PIU CARINE NO?
Dopo un altro minuto, terzo commento:
MI RIX
Dopo un altro minuto, quarto commento:
uf ma nessuno viene in questo sito di merda…
??
Dopo altri due minuti, quinto commento:
nn è un gran ke ma è piu bella la seconda
I commenti, ovviamente, sono stati direttamente cestinati prima di essere moderati dall’amministratore di questo sito di merda: io.
È certo, però, che questo mio nuovo idolo ci porta a più riflessioni:
1) nella massa di navigatori online, il termine “blog” non dice poi un granché. È una cosa di nicchia;
2) questo sito di merda, rivolto essenzialmente ad un pubblico ben preciso (di fatto, conosco di persona una buona percentuale dei miei lettori abituali) è poco usabile, soprattutto in considerazione che i post più visti di questo blog sono, nell’ordine:
- formicolio agli arti (il cui primato è tutto merito della blogosfera)
- olio di colza al posto del gasolio(una bufala)
- che bel calciomercato(perché la foto di Liz Solari è ben indicizzata su Google Images)
Come si può facilmente intuire, nessuno dei tre rientra tra gli argomenti abituali. Insomma, non sono per il mio target. Questo significa che dovrò apportare dei correttivi all’interfaccia utente se voglio evitare di dover nuovamente cancellare commenti di questo tenore;
4) neanche Beppe Grillo è riuscito a diffondere completamente il termine “blog” (anche se il suo è un blog sui generis). Ma d’altra parte, io mi immagino l’operaio che torna a casa e guarda la TV durante la cena, con gli occhi sullo schermo e la mano sulla forchetta, che sente pronunciare, durante un servizio sul TG1, la parola “blog”. Secondo me, ammesso che colga la presenza di una parola tra i suoni immediatamente precedenti e successivi, capirebbe qualche altra parola, tipo “dlog”, “bloc”, “plog”, “tlog”, etc etc etc
Tags: barzelletta, blog, blogosfera, usabilità
October 9th, 2007 — Blogging
WassUp è l’ultimo, ottimo, plugin per Wordpress creato da Michele. Serve per avere dettagli in tempo reale dell’attività dei visitatori sul proprio sito fatto con Wordpress.
WassUp raccoglie e mostra moltissimi dati dai vostri utenti come:
- ip / hostname
- referer
- spider
- motori di ricerca di provenienza
- parole chiave utilizzate
- il numero della pagina del motore di ricerca (SERP)
- sistema operativo / linguaggio / browser
- pagine viste (cronologicamente e per sessione)
- lo UserAgent completo
- e molto altro
Qualche altra informazione la trovate sul blog di Michele, ovviamente. Ma si fa davvero prima a scaricare ed installare quest’ottimo plugin.
Tags: plugin, stats, wordpress
September 26th, 2007 — Blogging
Michele c’ha preso gusto. Dopo il fantastico Nofollow Free di cui ho parlato pochi giorni fa, ha infatti appena pubblicato un altro plugin per wordpress (e anche questo, come quello, gliel’ho ispirato io).
Ma prima faccio un piccolo passo indietro.
Come sapete, è stato rilasciato da poche ore/giorni Wordpress 2.3. Tra le novità offerte da questa nuova versione, c’è il supporto nativo ai tag. Quindi non ci sarà più bisogno di ricorrere a potenti ma anche complessi plugin come Ultimate Tag Warrior.
Però… c’è un piccolo però. Infatti i tag, in wordpress 2.3, possono essere applicati solo ai post e non alle pagine.
A meno che… non installi tags4page, il plugin per wordpress 2.3 che Michele ha appena scritto e messo online.
Con questo plugin, infatti, puoi taggare anche le pagine. Se quindi sei già passato a wordpress 2.3, approfittane ed aggiungi subito tags4page!
Update: download momentaneamente bloccato perché, pochi minuti dopo aver pubblicato questo post, Mik s’è accorto di un bug. Portate pazienza. In fondo, anche con contrattempi come questo, si tratta sempre di una cosa che vale più del suo prezzo
Update: problema risolto. Andate e scaricate
Tags: pages, plugin, tags, wordpress
September 19th, 2007 — Blogging
Ho appena cambiato tema a questo blog. Sono passato da Subtle theme a Copyblogger theme (il nome del tema non è stato scelto a caso, ovviamente).
Nonostante in moltissimi abbiano adottato Subtle come tema per il proprio blog, non è per distinguermi che ho cambiato il theme. Subtle è infatti ottimo e permette di cambiare layout facilmente (e passare da un layout all’altro in due secondi o poco più). Solo che sussiste un problema di compatibilità con il Widgets plugin su Wordpress 2.2. Ecco perché ne ho approfittato: sistemato un bug e rinfrescato l’ambiente. Insomma, ho preso due piccioni con una fava.
Vedrò se è il caso di personalizzarlo con la dovuta calma, ovviamente. Ma mentirei se dicessi che è la mia priorità 
Tags: copyblogger, glued ideas, subtle theme, theme, themes, wordpress
September 19th, 2007 — Blogging
Dato che questo blog ha attirato parecchie attenzioni sull’argomento nofollow nei commenti, mi sembra doveroso segnalarvi che da questo momento ho cambiato il plugin per rimuovere l’attributo nofollow dai link di questo blog.
Ero già stato tentato di fare questo passaggio qualche tempo fa, allorché provai il Lucia’s Linky Love per qualche ora. Ma dopo quel test, tornai al fido (ancorché semplice) dofollow di sempre.
Ma ora ho cambiato definitivamente plugin, e non solo perché l’autore è un caro amico (al quale devo pure tanti favori, tra i quali spicca il recente upgrade del server su cui vive anche questo blog), ma anche, anzi soprattutto, perché è davvero il miglior plugin disponibile per rimuovere l’attributo nofollow dai link nei commenti sui blog che usano Wordpress, tra i tanti disponibili. Basta l’elenco delle feature per capire che non sto esagerando. Insomma, signore e signori, ecco a voi Nofollow Free, il mio nuovo plugin preferito per la rimozione del nofollow.
Dunque, consiglio a tutti quelli che a suo tempo decisero di rimuovere l’attributo dai link di passare a questo nuovo plugin. L’installazione e la configurazione sono, come al solito, iper facili ed iper veloci. Quindi, perché rimandare? Installa ora Nofollow Free!
Tags: blog, commenti, google, link, nofollow, pagerank, search engine optimization, spam
September 8th, 2007 — Blogging, SEO/SEM
Era uno dei miei blog preferiti. Non parlo di una lista di preferiti molto lunga. Forse sarebbe entrato nella mia top5. O in una top3. Fatto sta che è con grande gioia che il mio feed reader mi ha appena mostrato l’ultimo post, che appunto è il primo dopo lunghissimo tempo (quasi due anni), di Alessandro Banchelli su Edentity Coach.
Tags: blog, comunicazione, copywriting, edentity coach, psicologia, search engine marketing
September 6th, 2007 — Blogging, Internet
Ho appena ricevuto una email da parte di Text Link Ads in cui mi viene segnalato che Auction Ads ora appartiene alla famiglia dei prodotti di TLA (qualsiasi cosa questo voglia dire).
Cos’è Auction Ads? È un programma per visualizzare sul proprio sito le aste di Ebay che permette di guadagnare una percentuale variabile (a seconda dell’azione compiuta dall’utente che clicca sull’annuncio) secondo la classica modalità pay per sale.
La cosa bella è che iscrivendosi entro questo mese Auction Ads regala 25$. Certo, bisogna comunque guadagnarne almeno altri 25 dopo, dato che pagano raggiunta la cifra minima di 50$. Ma è pur sempre metà del lavoro, no?
Auction Ads può essere usato insieme ad altri sistemi, tra cui, in primis, Google AdSense, quindi non ci sono problemi di “compatibilità” tra i vari programmi di affiliazione.
Dato che i 25$ vengono regalati solo iscrivendosi entro questo mese di settembre e dato che l’iscrizione richiede meno di trenta secondi, tanto vale iscriversi subito! Poi tanto si è sempre in tempo a non usarlo
Tags: adsense, affiliazione, auction ads, ebay, text link ads
August 31st, 2007 — Blogging, SEO/SEM, Internet
C’è uno spammer nostrano che sta cercando di raccattare link qua e là attraverso commenti nei blog che hanno rimosso il nofollow (l’analisi del comportamento degli utenti su un sito serve anche a questo
). E io lo metto nello spam.
Non mi sono mai interessato troppo di come funzioni akismet, ma sono sicuro che se molti blog segnano come spam i commenti di questo furbo, tra poco verrà filtrato in automatico. Per dovere di cronaca, lo spammer in questione cerca (in tutti i modi, persino usando una virgola come anchor del link) di promuovere cittaditorino.net.
Bella figura.
Tags: link, nofollow, spam
July 14th, 2007 — Blogging, SEO/SEM, Internet
Oramai tutte (o quasi?) le piattaforme di blogging inseriscono di default l’attributo rel=”nofollow” ai link nei commenti. Questo attributo ha la funzione di comunicare ai motori di ricerca di non seguire il link e, dato che i link hanno un enorme peso nel ranking dei siti sui motori di ricerca, aveva lo scopo di ridurre lo spam sui blog, spam che aveva appunto l’obiettivo di migliorare il ranking dei siti linkati, sia nel nome del commentatore sia nel commento stesso.
Ma chiunque gestisca un blog sa bene che il nofollow non ha prodotto alcun risultato utile. Lo spam arriva comunque (e sempre più) ed i link legittimi non hanno valore. Un buco nell’acqua, insomma.
Dato e considerato che su questo blog c’è la moderazione nei commenti per chi commenta la prima volta, c’è un efficace sistema antispam e c’è il tenutario che legge tutti i commenti che arrivano, mi è sembrato sciocco mantenere il nofollow ai link di chi invece scriveva commenti reali.
Per questo, esattamente un anno fa, ho rimosso il nofollow dai commenti. Non solo non c’è nessun vantaggio nel tenere questo attributo, ma c’è vantaggio nel toglierlo. Inoltre, è un modo carino per ringraziare chi, con i propri commenti, aggiunge contenuto, opinioni, notizie e quant’altro.
Dopo un anno, posso trarre queste conclusioni:
- i commenti safe su questo blog sono aumentati (certo, ci sono state anche altre cause insieme a questa), con tutti i vantaggi che questo comporta;
- i commenti spam poi approvati sono rimasti gli stessi: zero;
- questo blog ha guadagnato ulteriore autorevolezza agli occhi dei motori di ricerca (certo, ci sono state anche altre cause insieme a questa) e forse - boh, ditemelo voi questo - agli occhi degli utenti;
Quindi, anche le piccole preoccupazioni iniziali che avevo sulle conseguenze della mia scelta si sono sciolte come neve al sole. Non a caso, in moltissimi mi hanno seguito ed hanno fatto lo stesso (avrei voluto, per festeggiare questo anniversario, linkare tutti coloro che hanno rimosso il nofollow dal loro blog, ma sono davvero tanti. Facciamo così, se ne avete voglia, scrivetelo qui nei commenti).
Ci possono essere altre preoccupazioni in chi decide di non togliere il nofollow. Ad esempio, c’è chi dice “eh, ma così non perdo Pagerank?”. Questa domanda oramai mi ha sfracellato i coglioni (scusate, lo so, sembrava un post tanto serio e ben impostato, che questa affermazione può sembrare fuori luogo, ma…). Non solo perché dimostra la poca conoscenza del Pagerank, ma anche perché dimostra la poca conoscenza di quale sia il reale impatto del Pagerank all’interno dell’algoritmo che determina il ranking di una pagina su Google. Dico solo che il sottoscritto ha ottimamente posizionato un sito in un settore difficile come il turismo con keyword piuttosto competitive puntando tutto sui link in uscita…
Di chi invece si preoccupa di avvantaggiare gli altri blog nelle varie classifiche neanche voglio occuparmi (per ovvi motivi di decenza).
Altre preoccupazioni? Scrivetemele nei commenti.
Voglio solo elencare alcuni buoni motivi (alcuni già citati in questo post) per rimuovere il nofollow dai link nei commenti:
- il web si basa sull’ipertesto, ovvero i link sono l’anima del web. Annullarne il valore è contro il principio su cui si fonda tutto il web!
- linkare risorse esterne degne di menzione è un vantaggio. Dato che raramente un commento degno proviene da un utente che linka un sito indegno (e comunque in questo caso si può intervenire manualmente per correggere il problema - io l’ho fatto in un paio di occasioni), raramente manca questo vantaggio.
- incentiva i commenti sul proprio blog. Dare in cambio un link vero può far decidere chi è in dubbio tra il commentare o meno un nostro post per la scelta più vantaggiosa… per entrambi;
- togliere il nofollow può essere d’esempio per altri. Ecco che, tornando ad un web libero dai nofollow, ogni nostro commento altrove può essere premiato con un link buono;
Mi sta soprattutto a cuore, però, il primo punto di questo tutt’altro che esaustivo elenco. Oggigiorno sembra che un link lo si possa dare solo in cambio di birre, cellulari e bamboline gonfiabili. Ma un web così non mi attira neanche un po’…
Per chiudere, DoFollow è il plugin per wordpress che io uso per togliere i nofollow dai commenti. Ma ce ne sono molti altri e non solo per wordpress, ovviamente.
Aggiornamento: come già segnalato in questo post, ho cambiato il plugin usato per rimuovere il nofollow: Nofollow Free
Salva il web, togli il nofollow!
Tags: blog, blogging, google, link, nofollow, pagerank, search engine optimization, seo, spam
July 11th, 2007 — Blogging
Non ci sono cazzi. Non conosco oggi blog più irriverenti, divertenti ed intelligenti di questo. Basta leggere qualche post a caso.
Tags: blog, blogger, blogosfera, PaulTheWineGuy
June 28th, 2007 — Open source, Blogging
Se usate Ultimate Tag Warrior per gestire i tag sul vostro blog Wordpress potreste incontrare problemi qualora abilitiate il mod rewrite per i tag (dal pannello di Wordpress, Options -> Tags).
Per motivi che non mi metto a spiegare perché non sono neanche sicuro di averli capiti appieno io, potreste ricevere un error 404 quando visitate la pagina di un tag in locale (ad esempio, www.vostroblog.com/tag/bug/).
All’inizio cercavo la soluzione all’interno del file .htaccess, ma in realtà mi sono accorto che è sufficiente ricostruire la struttura dei permalink (Options -> Permalinks) dopo aver abilitato il mod rewrite per i tag.
Qualora continuiate a ricevere error 404, provate, prima delle due modifiche via pannello di cui sopra, ad inserire nel file .htaccess queste due righe (subito dopo la riga “RewriteBase /”):
RewriteCond %{REQUEST_URI} ^(/tag)
RewriteRule ^tag/(.*)/$ /index.php?tag=$1 [L]
Ma nonostante questa sia una soluzione che ho trovato in giro per Internet, ho verificato (anche su questo stesso blog) che non è sempre un passaggio necessario.
Tags: blogging, bug, Open source, software, tag, wordpress
June 27th, 2007 — Blogging
Piccola richiesta d’aiuto: su questo blog wordpress uso Ultimate Tag Warrior per gestire i tag. Solo che ultimamente mi sono accorto che si perde i tag e mantiene solo quelli delle categorie.
Idee o suggerimenti per capire che succede?
Tags: blogging, bug, tag, wordpress
June 26th, 2007 — Blogging, Internet
Una volta si faceva il googlebombing per trasmettere, attraverso Google, messaggi (penso al googlebombing “sociale” con cui si spinse il sito dell’Unicef per la parola chiave “regali”) e giudizi (penso all’ultimo famoso googlebombing in Italia, quello sul porcale Italia.it spinto per la parola chiave “merda”).
Ora invece il googlebombing si fa per partecipare all’estrazione di ricchi premi e cotillon.
Tags: blogging, googlebombing, internet
May 27th, 2007 — Blogging, Personale
È quella, abbondante, che mi sono preso dai vari blog sparsi. Riprendo ora con una serie di note sparse (anche perché di fatto avrei voluto scrivere su svariati argomenti, durante questi giorni).
La settimana scorsa sono stato a Roma, dove, tra le altre cose, ho accompagnato Federico al corso “SEO Extreme” di Madri. Corso che non è neanche stato male, se non fosse che l’aggettivo “avanzato” era a mio avviso inappropriato. E Francesco lancia una interessante discussione sull’argomento (che mi trova pienamente d’accordo). Dico di più: tolta la distinzione tra corso base e corso avanzato, che non ha proprio senso, avrei gradito molto di più un corso strategico. Insomma, non posso negare che l’approccio mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Ad ogni modo, un utile riassunto per chi vive di SEO (anche se il senso dell’affermazione su OpenOffice che non va bene per generare i pdf proprio mi sfugge).
La cosa più importante che avevo da fare a Roma era una cena con Andrea ed Angelo. Finita l’ottima cena al Wine Time, ci hanno raggiunto altre persone che ho (ri)visto con piacere. Peccato che qualche pisano s’è ritirato come Cenerentola. Gli uomini veri, invece, hanno chiuso un po’ di locali.
Ringraziamento pubblico ad Andrea che mi ha sistemato in un bellissimo appartamento a Trastevere, in una via piena di vita. Per la cronaca, a 20 metri dall’appartamento c’è la pizzeria Nerone, la cui pizza principale, la Pizza Nerone appunto, è con la ‘nduja. Un (piccante) segno del destino?
Questa settimana, piena di lavoro (molto pay per click e molta web analytics, per la cronaca), s’è conclusa ieri (oggi giornata di assoluto riposo psicofisico, nonostante il forte richiamo di Cantine aperte) con il matrimonio di Nichi e Chiara, i 2/3 di Inari. Auguri agli sposi!
Scappo che c’è uno spaghetto alle cozze che mi attende al mare. Spero di trovare il tempo, la settimana prossima, di parlare di tutti gli altri argomenti che volevo affrontare (nonché approfondire questi, eventualmente).
Tags: blogging, Personale
May 14th, 2007 — Blogging, SEO/SEM